loader image

Vuoi studiare i target? Guarda Summertime

Da qualche settimana sono tornate intorno a me le strategie, presentazioni infinite di dati, analisi su trend, e poi i target, con le fatidiche e affascinanti personas. Artifici per fare colpo sui clienti indecisi, sicurezze scritte nero su template di un power point, se hai un documento che ti guida puoi vivere più tranquillo. Te lo pago pure quel documento, poi magari non so come metterlo in pratica ma io ho il documento, ho una cazzo di mappa in questo mondo.


Ci stiamo prendendo troppo sul serio, non salviamo vite no, le miglioriamo quello sì. L’approccio generalizzato di chi fa pubblicità, marketing, comunicazione è quello del dottore che arriva e fa l’anamnesi, ti chiede che cos’hai e studia il tuo caso, quello del meccanico quando hai l’auto in panne che apre il cofano e vede se le candele sono buone. Ti dico quanti errori fai, ti mostro un doc per non commetterne più, anche se poi non so esattamente cosa fare in pratica. E tutto ciò che sia dottore, che sia meccanico, te lo dico rivestendomi di un’aurea tra guru e scienziato.

Niente di tutto questo, noi siamo, e ci dimentichiamo di essere, parole e immagini nuove per i brand.


Noi osiamo contro la banalità delle aziende. Noi non dobbiamo fare altro che prestare l’orecchio e capire i claim che la gente borbotta e riscriverli in modo creativo. Tra committente ed esecutore le campagne vere le fa la gente.

È un lavoro meraviglioso ma smettiamola di prenderci troppo sul serio. Smettiamola di creare metodi unici quando il metodo è sempre lo stesso ed è tutto nell’ascolto. Smettiamola di scrivere presentazioni sul come ha funzionato la nostra testa, su come funziona quella dei target, con l’unico obiettivo di darci un tono e differenziarci. Non ci si differenzia così; così si vendono le presentazioni, così non si fa né il nostro bene né quello dei nostri clienti.

All’ennesimo studio inventato sulle personas io ti dico accendi Netflix e guarda Summertime.
Sammy mette gli auricolari colorati del suo iPhone, non gli airpods, prende il suo skate e ascolta Estate di Bruno Martino o Il cielo in una stanza cantata da Mina e si autoesclude dal mondo per cinque minuti, interrotta da un messaggio whatsapp che non disturba perché poi la canzone riprende. Se vuoi raccontarle il tuo prodotto puoi parlarle come un testo degli anni sessanta, come un inciso indimenticabile, magari puoi scegliere Spotify come piattaforma pubblicitaria, realizzare uno spot radio, e selezionare solo le persone che ascoltano playlist romantiche anni sessanta. La troverai lì Sammy.


Ale corre in moto, torna dalla Spagna e fa casini nei cuori ma principalmente nel suo che non sa stare tranquillo. Vuole essere sempre il primo in classifica nei cuori degli altri. Competitivo come il padre con cui non riesce a competere. Se vuoi raccontargli il tuo prodotto lo troverai nei bar, sull’etichetta di una birra a basso contenuto alcolico.


Dario una famiglia non ce l’ha, anche lui corre in moto ma solo per consegnare gli ordini di un delivery. Si è inventato il metodo dello strascico, ci prova con quasi tutte e poi ogni sera una ci casca. Ma il suo cuore batte sempre e soltanto per una, Madda. Se vuoi raccontargli il tuo prodotto lo troverai a guardare i manifesti grandi sul lungomare mentre si incanta su un dettaglio immerso nei suoi pensieri.


Hanno tutti la stessa età ma non puoi parlare a tutto loro nello stesso modo. Puoi cercare però il loro mostro comune denominatore e scrivere messaggi per batterlo come fossero superpoteri.
E così via per tutti i personaggi di Summertime. Dai genitori raccontati con tutte le loro debolezze e difficoltà, ai figli che spesso diventano genitori.


Scopri chi è Bruno Martino e Tha Supreme, Mina e Madame. Leggi che ci sono linee musicali che accompagnano i personaggi, ogni linea narrativa ha una sua musica, una sua strumentazione. Da Ariete ai BNKR44, dai Coma_Cose, Franco126 e Carl Brave a Frah Quintale a Mina, a Nada. Sciogli le tue fissazioni prese qua e là da manuali e articoli vari, la tua ansia di non avere più clienti, diventa fluido nel cervello.

Spendere trentamila euro per una ricerca di mercato che durerà un anno, far pagare al cliente ottomila euro un tuo documento strategico di analisi, non è neanche più eticamente corretto (non lo è mai stato). Non gli stai facendo bene, Se vuoi fare le analisi migliori basta che ti metti sul divano, guardi e ascolti con gli occhi giusti, e poi metti tutto questo a servizio della tua esperienza. Quella sì che fa la differenza.

alessandro

alessandro