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Come affrontare e vincere la distrazione

Succede a tutti, ogni giorno. Dovremmo concentrarci a concludere un lavoro e invece la nostra mente divaga. Prendiamo lo smartphone in mano per controllare eventuali notifiche. Cambiamo scheda sul browser e controlliamo la posta elettronica o le ultime notizie. Dovremmo fare una telefonata importante e invece accendiamo la tv, giusto per vedere cosa c’è in onda. Lo smartphone, la posta elettronica, le ultime notizie, la televisione sono il sintomo di ciò che ci accade. Qual è quindi la causa?

Andare alla radice della distrazione

L’evento scatenante dei comportamenti, che ci portano a distrarci, ha spesso origine nel nostro stato emotivo: noia, solitudine, insicurezza, incertezza, stanchezza, paura. Il primo passo è renderci conto del nostro stato e non combatterlo: non sempre siamo in grado di controllarlo (anzi, quasi mai) ed è inutile frustrarsi quando non ci si riesce. Ciò che deve occupare i nostri pensieri è cercare di andare alle origini del disagio, comprenderlo e affrontarlo, per quanto possibile. Non sarà facile e non sarà immediato: ci vorrà tempo e pazienza, ma è l’unico modo per eliminare le cause. Intervenire sull’oggetto della distrazione è curare un sintomo (temporaneo o ricorrente che sia): il malessere può sembrare passato, ma finirà per manifestarsi presto sotto un’altra forma. Se non è Instagram diventerà la posta elettronica, se non è Twitter diventerà l’aggregatore di feed RSS, se non è la televisione diventerà YouTube.

In ogni caso prendersela con noi stessi è inutile. Dovremmo in alternativa adottare un atteggiamento più comprensivo. Se stiamo vivendo un disagio significa che la nostra mente percepisce che possiamo andare oltre lo stato attuale e trovare una nuova via che ci dia maggiore soddisfazione. Prendiamolo come un segnale che possiamo diventare una persona migliore e la distrazione è uno strumento che ci stimola a cercare nuovi stimoli, più appaganti.

Come intervenire

Per cominciare è necessario porsi alcune domande, ogni volta che ci troviamo nella situazione di cadere facilmente distratti nel mezzo di un progetto importante. Come ci sentiamo? Siamo preoccupati? Cosa percepiamo nel nostro corpo? C’è una causa a cui possiamo attribuire questo stato? Non sempre la risposta viene immediata, ma un po’ di esercizio di ascolto di noi stessi fa la differenza.

Conosci te stesso

Indagato lo stato, possiamo provare a dare alcune prime soluzioni. Se è la noia di compiti necessari ma a basso coinvolgimento intellettuale (la contabilità? ti capisco bene), potremmo provare a spezzare le azioni da svolgere in intervalli di 10-15 minuti, prima di fare una pausa, bere un bicchier d’acqua, fare due passi, mangiare un frutto, fare una pausa bagno. In questo modo non facciamo in tempo ad annoiarci che abbiamo già una pausa che annulla la noia. In altri casi il problema a monte è più grave e di non immediata soluzione. Indagarne la causa è gran parte della soluzione da adottare. La nostra mente, nel dietro le quinte, una volta resa esplicitamente consapevole, si mette all’opera anche quando stiamo facendo altro e ci porta a una illuminazione quando meno ce ne rendiamo conto. Il potere della mente, nel bene e nel male.

Una veste nuova

Un altro consiglio è di dare una vesta diversa, più significativa, all’attività noiosa che dobbiamo comunque svolgere, di mala voglia. Se si tratta della contabilità, potremmo immaginarla ed etichetterla come l’analisi del successo degli ultimi mesi. Se si tratta dello scrivere un lungo articolo (!!) o di un libro, potremmo immaginarli come un modo per condividere conoscenza che può aiutare altri a risolvere loro problemi o a vedere il mondo da una prospettiva diversa. Può sembrare un gioco di parole, ma non lo è o lo è solo in parte. Le storie che raccontiamo a noi stessi, nel bene e nel male, influenzano pesantemente la nostra esperienza e i nostri comportamenti. Perché non provare a dare una influenza positiva con una visione più ottimista?

I valori in agenda

Un metodo che funziona sempre è inoltre stabilire le nostre priorità e usare l’agenda per fissare il tempo necessario a svolgere queste attività. Si tratta di convertire ciò che conta, i nostri valori, in spazio ricavato sul nostro planner quotidiano e settimanale. Se dalle 18 alle 19, martedì e giovedì, abbiamo deciso di dedicarci alla nostra salute psicofsica con una lezione di yoga, in quell’ora non c’è altro da fare e non c’è bisogna di trovare l’energia per quell’attività: è calendarizzata a priori e questo basta a non dover impegnare forza di volontà per convincerci che dobbiamo andare. Quello è lo spazio che abbiamo individuato per il nostro benessere e la scelta è fatta.

1000 € per una (in)giusta causa

Un ultimo consiglio è più subdolo, ma funziona, soprattutto per chi è abituato a ragionare in termini econometrici. Devi assolutamente completare un progetto che richiede un impegno quotidiano e ha una scadenza inderogabile? Prendi accordo con un amico o un collega e stringi un patto secondo il quale se non completerai il progetto, dovrai versargli 1000 €. Oppure prendi un impegno pubblico che, se non riuscirai a completare il progetto entro la data designata, verserai 1000 € come donazione al personaggio politico più distante da te. L’idea di perdere questi soldi, in modo così umiliante per te, sarà uno stimolo esterno enorme per vincere mentalmente la distrazione temporanea: hai una causa più grande da servire che il singolo progetto e non puoi fallire.

Come diventare indistraibili

Nir Eyal ha scritto un libro sull’argomento, tradotto in italiano col titolo “Come diventare indistraibili“, ricco di strumenti e metodi per riprendere il controllo della nostra attenzione. Lettura utile e consigliata.

In alternativa Nir Eyal ha scritto un lungo articolo per Psyche (in inglese), di cui ti consiglio la lettura.

Luca Conti

Luca Conti

Dal 2002 ho aperto il mio primo blog, Pandemia.info, che nel tempo mi ha reso noto, nella blogosfera italiana e anche fuori. Dal 2006 ho avviato una attività giornalistica da freelance, prima con Il Sole 24 Ore, poi con altre testate, tra cui Class, Il Secolo XIX, Starbene, Rainews 24. La mia attività principale è stata di consulenza e formazione, dal 2007 al 2019, come libero professionista nella consulenza sul marketing digitale e più precisamente in quello che si definisce social media marketing (usare i social network per marketing e comunicazione). Oggi, Febbraio 2019, non più. Ho deciso di allontanarmi dal mondo dei social media perché esprimono valori in cui non mi riconosco più.
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