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Come prepararsi alle feste in un clima d’incertezza

Il Natale è alle porte. Sì, manca un mese, ma mai come quest’anno l’arrivo delle festività natalizie è visto come un miraggio all’orizzonte e non riusciamo a non pensarci. L’inasprirsi dell’emergenza sanitaria ha generato un clima d’incertezza su come potremo passare gli ultimi giorni dell’anno. Cenone sì o cenone no? Quante persone a tavola? Messa di mezzanotte? Visita ai parenti che non vediamo da mesi?

Per molti il Natale è un rito importante: uno dei pochi momenti dell’anno, se non l’unico, in cui passare più tempo con persone care e passare ore spensierate. Il fatto che sia in discussione è una comprensibile fonte di nervosismo e di frustrazione. Quest’anno sarà, con ogni probabilità, diverso ed è bene sapere come prepararsi, con l’obiettivo di vivere questo periodo con il massimo di relax e soddisfazione.

Il Natale perfetto non è mai esistito

Il Natale è il momento dell’anno più atteso da grandi e piccini. Dai piccini per ragioni facilmente comprensibili. Dai grandi per vari motivi: due settimane in cui cambiare ritmo, rallentare, passare più tempo con genitori o figli, rilassarsi con un libro o con un film al cinema, mangiare cose buone cucinate da persone care, viaggiare fuori dalla routine quotidiana magari verso mari caldi, andare a sciare in montagna. Molte di queste attività non saranno possibili quest’anno e altre dovranno adattarsi per ridurre il rischio di contagio.

Sarà un Natale diverso, ma non per questo non potremo rilassarci, divertirci, riposarci e socializzare. Si tratta di farlo in modo diverso e rimandare alcune attività che sono al momento vietate. Nella realtà il Natale è una fonte di stress per molti – stare a contatto prolungato con familiari con cui non siamo totalmente compatibili è difficile – e la nostra personale esperienza ci dice che la famiglia che si vede negli spot televisivi non corrisponde affatto alla nostra. La realtà è più complessa e la perfezione non esiste, anzi non è mai esistita.

Un primo buon consiglio è ridurre il consumo di televisione lineare in queste settimane, per ridurre l’esposizione a messaggi commerciali che idealizzano le feste e ci mostrano un modello inarrivabile, con l’effetto di deprimerci e frustrarci. Meglio la tv on demand, che sia quella gratuita di RaiPlay (con un pò di pubblicità) o quella su abbonamento di Netflix, Amazon Prime Video, TimVision, Now Tv.

Aiuta anche ridurre il tempo passato a scorrere video e immagini su Instagram, dove la pressione commerciale e l’impressione che tutti si stiano divertendo eccetto noi è sempre presente. Prenderci una pausa e usare questo tempo per leggere un libro o per immergerci in un podcast originale è utile per staccare e per riflettere. Meglio ancora tenere un journal dove tracciare le sensazioni provate durante la giornata e cosa ci ha fatto star bene, per chiudere l’anno con maggiore introspezione. Le feste diventeranno un’estensione di questo periodo, senza la pressione del doverci divertire a tutti i costi.

Nuove tradizioni da sperimentare

Il Natale è forse il momento dell’anno più legato alle tradizioni: fare l’albero, andare alla messa di mezzanotte, il pranzo di Natale, i fuochi a capodanno, il panettone e il pandoro, lo scambio dei regali. Chi ha detto che per essere felici è necessario fare quello che fanno tutti, anche se non è ciò che ci piace veramente? La limitazione agli spostamenti tra regioni e i vincoli anti contagio nel frequentare amici e parenti, spesso intorno a un tavolo, possono trasformarsi da limite a vantaggio. Chi ti vieta di continuare anche a Natale e a capodanno di perseguire le routine quotidiane che ti fanno star bene? Magari è l’occasione per sperimentare qualche ricetta di altre culture culinarie propria del Natale ad altre latitudini, oppure di cucinare ciò che ti piace e mangiarlo anche a Natale, perché no?

Natale può continuare a essere un momento speciale e quest’anno hai un valido motivo per ribaltare le tradizioni e inventarne di nuove. Non avrai la pressione sociale del dover conformarti a ciò che vuole la tua famiglia o che i modelli dominanti ti spingono a seguire. Lo stress dei preparativi, la corsa ai regali, la fila nei negozi sono tutti riti che puoi tranquillamente decidere di saltare, almeno per quest’anno e hai un’ottima scusa che nessuno ti potrà contestare. Puoi riprendere il controllo di ciò che ti fa star bene e passare una fine anno migliore di quella degli anni passati. Volere è potere.

Concentrati sulle esperienze e sulle emozioni

Questo Natale più che mai può diventare l’occasione per concentrarsi su ciò che conta di più: come ti senti e cosa provi. È naturale sentirsi giù ogni tanto, a maggior ragione in un periodo dell’anno in cui l’esposizione solare si riduce, la temperatura scende, il tempo passato all’aria aperta non è granché e non possiamo neanche socializzare di persona per via del COVID-19. Invece di cercare di essere felice a ogni costo e mostrarti tale sui tuoi profili social, prenditi il tempo di staccare la spina e sentire cosa senti. Tieni un diario delle emozioni, positive o negative che siano. Se non ti senti a posto, nel profondo o in superfcie, un motivo c’è sempre. Prova a scavare e a capire se c’è qualcosa che puoi fare. Se c’è, occupatene invece di preoccupartene. Se c’è poco da fare, prendine atto e concentrati su cosa puoi fare.

Non puoi andare al cinema, non puoi andare a sciare, non puoi andare a cena al ristorante con gli amici, men che meno andare a fare quattro salti in discoteca. Ciò non significa però che non ci siano esperienze che puoi regalare a te e alle persone a te care. Puoi fare una passeggiata, con mascherina e distanziamento, meglio se in un ambiente naturale. Puoi fare sport all’aria aperta. Puoi sederti in un parco e notare l’evoluzione del cielo, i rumori della città, il suono del canto degli uccelli, le persone che ti circondano; puoi chiudere gli occhi e notare come cambia la percezione dei suoni e degli odori. Pur rimandendo in città, le esperienze che puoi provare non sono poche. Aguzza l’ingegno.

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Luca Conti

Luca Conti

Dal 2002 ho aperto il mio primo blog, Pandemia.info, che nel tempo mi ha reso noto, nella blogosfera italiana e anche fuori. Dal 2006 ho avviato una attività giornalistica da freelance, prima con Il Sole 24 Ore, poi con altre testate, tra cui Class, Il Secolo XIX, Starbene, Rainews 24. La mia attività principale è stata di consulenza e formazione, dal 2007 al 2019, come libero professionista nella consulenza sul marketing digitale e più precisamente in quello che si definisce social media marketing (usare i social network per marketing e comunicazione). Oggi, Febbraio 2019, non più. Ho deciso di allontanarmi dal mondo dei social media perché esprimono valori in cui non mi riconosco più.