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Strategie di Content Marketing per le PMI

Cosa troverai in questo articolo

Content Marketing per le PMI: Strategie, Benefici e Strumenti

Viene da chiedersi come e perché il Content Marketing sia diventato oggi così importante, anche per le aziende più circoscritte, motore del tessuto imprenditoriale del nostro Paese. Il motivo principale è che si tratta di uno dei pochi veri strumenti di advertising a disposizione, oltre il direct marketing e il sales management. Non bisogna dunque pensare che il content marketing risponda solo delle esigenze di grandi aziende e multinazionali, ma anche e soprattutto delle PMI, per le quali l’engagement risulta essere una leva decisiva e i contenuti diventano elementi chiave.

Content Marketing per PMI

Content Marketing: Perché PMI ed Imprese Dovrebbero Sfruttarlo?

In questo articolo dedicato al content marketing per PMI, vediamo quali sono i benefici rilevabili da un PMI manager per la sua azienda, come definire una strategia di content marketing per PMI, in che modo individuare obiettivi, pubblico target e e buyer personas, e infine come produrre e misurare i risultati ottenuti.

Il web è anche e soprattutto uno spazio di risorse, e le persone si affidano sempre più alla rete per risolvere i propri problemi o rispondere a eventuali esigenze attraverso contenuti su misura. Gli stessi svolgono un ruolo chiave nel customer journey e nel processo decisionale, perché supportano a livello informativo l’utente, guidandolo in maniera consapevole verso l’acquisto.

I contenuti di qualità, infatti, sono quelli più ricercati dagli utenti che, in un panorama di grande fermento informativo e di pubblicità on-line, cercano risposte a esigenze sempre più specifiche.
Soddisfare i bisogni degli utenti attraverso contenuti visual e copy di valore in grado di raggiungerli in modo strategico è la chiave per accrescere la propria presenza online.

Per questo il content marketing non è più solo una prerogativa delle grandi aziende, ma anzi produrre contenuti di valore sul web diventa cruciale anche a piccole e medie imprese e liberi professionisti, nel raggiungimento di diversi obiettivi.

Nei mercati globali, altamente dinamici e fortemente competitivi, il content marketing risulta quindi essere una strategia di marketing efficace con la finalità di diffondere sui diversi canali di comunicazione (digitali, social, cartacei e live), la conoscenza dei prodotti, la brand awareness e la brand image in un modo più appetibile ai consumatori, affinché essi non siano solamente spinti ad acquistare un determinato prodotto, ma provino anche un sentimento positivo e un legame stretto con l’impresa diventando promuser.
(citazione di Stefano Cocconcelli)

Rafforzare la propria presenza online risulta fondamentale anche per rispondere dello spirito del tempo, e per ottenere autorevolezza e conquistare la fiducia dei clienti durante momenti complessi. Basti pensare a quante cose sono cambiate dal 2019 a oggi, e a come il marketing abbia risposto ai vincoli imposti dalla pandemia.
Negli ultimi 2 anni in particolare sono aumentati in maniera esponenziale i touchpoint digitali, proprio perché durante i difficili mesi del lockdown milioni di persone hanno, quasi contemporaneamente, cambiato abitudini comunicative, lavorative, di acquisto e di fruizione.
Le aziende hanno dovuto adattarsi velocemente al digitale, cogliendone le potenzialità più profonde, sia in relazione alla presentazione dei prodotti, che alla vendita stessa e all’assistenza post-vendita tramite i punti di contatto digitali.

Se dunque la transizione al digitale è ormai una priorità per le PMI, va ricordato che ogni touchpoint digitale necessita di contenuti sartoriali che vadano a supportare il brand non solo nella presentazione di prodotti e servizi, ma anche nella delicata fase di assistenza post-vendita.
Per le PMI implementare una strategia di content marketing è cruciale per ampliare la platea di contatti e clienti, generare nuovi lead e competere con aziende più grandi, attraverso l’erogazione di contenuti di valore e distintivi per i propri clienti target.

In particolare nel B2B, e dunque per aziende che si occupano di vendere i propri prodotti o servizi ad altre aziende, utilizzare una strategia di content marketing puntuale può aiutare ad aumentare il traffico verso il sito aziendale e incrementare la lead generation, attraverso investimenti contenuti e con un ROI agevolmente calcolabile. Di questo argomento ne abbiamo parlato approfonditamente nel nostro articolo sul Content Marketing per il B2B.
Questo perché il content marketing – a oggi considerato evoluzione dell’inbound marketing (clicca qui) – viene usato per stimolare interesse negli utenti, allo scopo di guidarli e condurli verso l’acquisto di uno specifico prodotto o servizio.

Niente paura se il budget non è quello di una multinazionale: un lavoro strategico gestito da professionisti può davvero fare la differenza nell’acquisizione di clienti e di conseguenza nell’aumento di fatturato dell’azienda.

Cos’è il Content Marketing?

Come abbiamo visto nel nostro articolo dedicato al Content Marketing è a partire dalla definizione ufficiale fornita dal Content Marketing Institute che viene sottolineato quanto questo approccio di marketing strategico sia incentrato sulla creazione e distribuzione di contenuti di valore in grado di coinvolgere e trattenere coerentemente un target definito, guidando l’azione e il processo di acquisto in maniera completa e redditizia. Questo rappresenta uno dei tanti elementi che differenziano il copywriting e il content marketing.

Come possiamo attirare l’attenzione dei consumatori? Creando contenuti di valore e trasmettendoli al nostro pubblico al momento giusto, con le giuste modalità, sul giusto device.
Così facendo, agiremo esattamente come editori, con la differenza che, invece di guadagnare dagli investimenti degli inserzionisti, costruiremo un legame con il nostro pubblico: ci conosceranno, gli piaceremo, si fideranno di noi e, infine, compreranno.
O, se già lo fanno, compreranno di più.
Il content marketing è la scienza – e al tempo stesso l’arte – di far accadere tutto questo.
(citazione di Joe Pulizzi)

Il content marketing è calibrato al raggiungimento di specifici obiettivi di business, che spaziano dal supporto al lancio di un prodotto fino alla vendita, dalla lead generation al rafforzamento della brand awareness e reputation, traducendosi in conversioni e ROI più elevati.

Ma per ottenere risultati davvero distintivi, la strategia di content marketing si deve incentrare su contenuti di qualità, ovvero contenuti appositamente pensati e studiati per raggiungere nicchie di clienti e risolvere un loro bisogno o problema.

Contenuti dunque capaci di:

  • Comunicare e veicolare correttamente un messaggio;
  • Informare e suggestionare l’utente;
  • Garantire una user experience funzionale;
  • Inserirsi perfettamente nel canale utilizzato e in relazione con gli altri contenuti.

Benefici per PMI e Aziende

Ma scopriamo ora quali sono concretamente i benefici per le PMI, e come il content marketing può davvero fare la differenza.

  • Comunicare i valori dell’azienda e rafforzare la brand reputation: contenuti strategici e di qualità aiutano un marchio a diventare familiare, noto e conosciuto, solidificando la reputazione e la consapevolezza che ruota intorno a esso, attraverso una comunicazione dei valori aziendali chiara e diretta. A tal proposito, anche un’adeguata strategia di green content marketing (leggi qui), che dimostri la vicinanza e l’impegno della PMI verso le tematiche ambientali, potrebbe rappresentare un ottimo strumento per aumentare la brand reputation dell’azienda;
  • Rafforzare la relazione con il cliente: se un marchio risuona familiare e i valori vengono comunicati con trasparenza, i clienti potenziali saranno stimolati all’acquisto e alla fidelizzazione, stabilendo con il brand un rapporto di fiducia nel medio-lungo termine;
  • Comunicare i propri prodotti o servizi: i contenuti possono essere supporto informativo e descrittivo facilmente accessibile agli utenti, indispensabile al racconto dei prodotti e dei servizi, oltre che dei loro valori aggiunti;
  • Migliorare la propria autorevolezza: online qualità è sinonimo di utilità, dunque contenuti rilevanti diffusi con costanza rafforzano la presenza in rete e capillarità, determinando una parte attiva nella vita delle persone;
  • Generare nuovi lead: la creazione e la condivisione di contenuti rilevanti è fondamentale per rispondere alle esigenze specifiche di prospect e clienti, per questo il content marketing permette di strutturare una strategia personalizzata in grado di permettere al pubblico target di trovare esattamente ciò che cerca, al momento giusto;
  • Customer Retention: il content marketing incentiva la customer retention, ovvero quel processo che genera customer engagement tale che i clienti continuino a comprare i servizi o i prodotti dell’azienda dopo il primo acquisto; costruire un rapporto proficuo e solido con il cliente permette di spingerlo a parlare bene del prodotto o servizio, e ripeterne l’acquisto nel tempo.
Content Marketing Strategy PMI

Definire una Strategia di Content Marketing per PMI: I Passaggi Fondamentali

Se una PMI decide di fare content marketing con un ritorno, deve farlo bene.
E dunque è necessario implementare una strategia di content marketing per pmi che permetta di ottenere i maggiori risultati possibili, ottimizzando però il budget. Per questo il primo degli step per portare avanti un percorso di content marketing è quello di impostare gli obiettivi finali, analizzare il target e i suoi bisogni, in modo da capire come investire in maniera lungimirante le risorse. È poi fondamentale ampliare lo sguardo al contesto di mercato, e una volta ottenuti dati d’appoggio, impostare un piano editoriale che tenga conto di specifiche distribuzioni e diverse possibilità di canali – ognuno con le proprie peculiarità – e tipologie di content SEO.

Parola d’ordine: coerenza. Per un ritorno finale rapido e cospicuo.
La coerenza comunicativa infatti assicura una perfetta aderenza all’identità del brand: ogni marchio comunica in coerenza con la propria identità e la propria immagine, rispettando al contempo le logiche del mezzo o dei mezzi prescelti.

Come definire dunque una corretta strategia di content marketing per PMI? Nei prossimi sottoparagrafi vedremo insieme i singoli step del processo.

Definizione degli Obiettivi

In ogni tipo di strategia è fondamentale fermarsi prima di tutto a riflettere, analizzando “chi siamo, per chi siamo, dove siamo e dove vogliamo arrivare”.
Questo chiarifica gli intenti, gli orizzonti e la direzione da prendere.

La fase di definizione degli obiettivi di content marketing è delicata e richiede tempo, ma ciò che emerge da questo step è cruciale per capire su cosa poggiare la produzione dei contenuti, che devono essere in linea con gli obiettivi stessi della PMI, tra cui troviamo:

  • Generare lead;
  • Fidelizzare i clienti;
  • Aumentare il traffico sul sito web;
  • Consolidare la brand reputation;
  • Rafforzare la brand awareness;
  • Generare conversioni.

Ogni obiettivo del content marketing, per essere raggiunto, deve seguire il metodo SMART, conosciuto alla maggior parte dei marketer, e in grado di rilevare le caratteristiche di ogni goal per poter essere raggiunto in pieno.

Gli obiettivi SMART sono dunque:

  • Specific (specifici): chiari e ben definiti;
  • Measurable (misurabili): espressi in numeri o percentuali per poter essere così verificati attraverso una fase di analisi;
  • Achievable (raggiungibili): effettivamente raggiungibili attraverso una strategia;
  • Relevant (rilevanti): appetibili, se raggiunti, per la reputazione aziendale;
  • Time-based (basati sul tempo): definiti e basati su un arco temporale, in grado di indicare il periodo di tempo limite per il loro raggiungimento.

Definizione del Pubblico Target e Costruzione delle Buyer Personas

Successivamente all’impostazione degli obiettivi, si apre l’importante fase della definizione del pubblico target (target audience): studiarlo e conoscerlo attraverso un’attenta analisi di mercato, sono i passi fondamentali per capire di cosa ha effettivamente bisogno, come soddisfarlo al meglio e come comunicargli chiaramente la propria soluzione fornita.
Segue l’impostazione delle Buyer Personas, che non solo tiene conto del profilo socio-demografico del gruppo di riferimento, ma lo arricchisce anche di caratteristiche psicologiche e motivazionali.

Intorno a questo processo di valutazione profonda ruoteranno poi attorno tutte le decisioni aziendali legate al linguaggio e alla comunicazione del prodotto o servizio, oltre che l’analisi del prezzo e del posizionamento che si desidera raggiungere.

A fare la differenza in questa fase sarà proprio la quantità e la qualità delle informazioni reperite, che rischiareranno il cammino nell’impostazione di azioni oculate e il meno dispendiose possibile.

Contenuti per Ogni Pubblico e Step del Customer Journey

Una volta valutati e capiti target audience e buyer personas nell’obiettivo di generare lead di qualità, è importante, in una strategia di content marketing per PMI, prevedere e sviluppare nel corso del tempo dei contenuti che non siano solo dedicati ad ogni nicchia, ma che vadano ad accompagnare e sostenere il cliente lungo tutte le fasi del processo decisionale d’acquisto (customer journey):

  • Identificazione della decisione che deve essere presa, attraverso la consapevolezza del proprio problema, bisogno o necessità;
  • Raccolta di informazioni utili e pertinenti, oltre che risolutive;
  • Ricerca di varie soluzioni alternative e valutazione delle stesse;
  • Scelta tra le alternative e decisione d’acquisto;
  • Azione e atto d’acquisto;
  • Analisi della decisione presa e del suo impatto attraverso una valutazione post-acquisto.

I contenuti devono essere progettati previo studio attento e strategico, avendo bene in mente il cliente tipo, i suoi bisogni, le sue modalità di fruizione, i trend che coinvolgono il cliente target (clicca qui per saperne di più sui maggiori content marketing trends) e le singole fasi del processo decisionale. L’idea è quella di lavorare immedesimandosi nel cliente e portando alla luce eventuali nodi cruciali, leve ed elementi chiave per essere rilevanti ai suoi occhi e conquistare la sua fiducia nel tempo.

Sarà poi anche nella delicata fase di post-acquisto, che il cliente confronterà la sua aspettativa con l’effettiva utilità e funzionalità del bene/servizio acquistato. Un acquisto errato, d’impulso o non soddisfacente, può indurre lo stesso cliente a veicolare messaggi sbagliati sul brand, determinando un danno d’immagine (da arginare quanto più velocemente possibile!).

Definizione di una strategia di content marketing per PMI
Photo by Jason Goodman https://unsplash.com/photos/Oalh2MojUuk

Scelta dei canali

Veniamo alla fase di scelta dei canali: una volta definite le buyer personas è necessario stabilire quali tipologie di canali e piattaforme sfruttare, e in quale contesto pubblicare i propri contenuti strategici.

Tra questi troviamo i testi, le immagini, i video, gli articoli per blog, gli e-book, i podcast, le newsletter — che negli ultimi anni sono ritornate in auge grazie a formati più multimediali, rendendo l’email marketing un vero strumento di coinvolgimento attivo —, le slides, le infografiche e i webinar.

Ognuno di essi racchiude peculiarità e modalità di fruizione specifiche, è dunque essenziale individuare il tipo di informazione che si vuole veicolare e studiare quale sia il mezzo migliore attraverso il quale gli utenti possono ricevere quel tipo di informazione efficacemente e senza un dispendio di tempo ed energia.
I social media sono i canali preferenziali per la diffusione di contenuti per le PMI, ma l’apertura ad altri spazi può dare la possibilità a più tipologie di utente di fruire dei contenuti.

Il concetto chiave è “varietà”: tanti utenti, tante esigenze; tanti formati, tante modalità di consumo.

Definizione di un Piano Editoriale

Selezionate le tipologie di contenuto più adeguate all’obiettivo, le stesse devono incastrarsi perfettamente come in un puzzle.

Per la pianificazione strategica è fondamentale creare un un piano editoriale a lungo termine, ovvero uno strumento che racchiude ciò che si andrà a pubblicare nel corso del tempo, tenendo conto degli obiettivi strategici di partenza, delle tipologie di contenuti e delle caratteristiche delle piattaforme selezionate.
Il piano editoriale è infatti il più importante strumento di organizzazione dei contenuti, per pianificare nel tempo la loro uscita, rendendola coerente con gli obiettivi di business.

Via l’improvvisazione, la gestione estemporanea, la casualità e il disordine: la comunicazione aziendale porta un ritorno solo se pensata in ottica strategica, per questo il piano editoriale è una vera mappa orientativa della propria attività online. Ci guida nel percorso, ricordandoci passo dopo passo a che punto siamo arrivati, stimolando a nuove forme di creatività.

Redigere un piano editoriale richiede competenza e studio tecnico, significa rendere gli obiettivi della comunicazione chiari e definiti, tenere a mente a chi ci si rivolge, con quale logica di fruizione e frequenza di uscita, ma anche quale deve essere la natura dei post.
Attenzione dunque a non confondere il piano editoriale e il calendario editoriale: il primo definisce la strategia, il secondo la programma, applicandola concretamente lungo un arco temporale.

Il calendario editoriale, infatti, può basarsi su vari orizzonti temporali: settimanale, mensile o semestrale, ma aldilà delle tempistiche, si tratta di uno strumento che consente di verificare tutti i contenuti in fase di produzione e pubblicazione.
Non solo è uno strumento che aiuta a risparmiare tempo, ma riduce al minimo gli errori possibili, attraverso una corretta distribuzione dei compiti all’interno del team che facilita e incentiva la collaborazione e il lavoro di squadra sinergico.
Il calendario editoriale inoltre aiuta a identificare le zone sensibili e di miglioramento, fungendo da risorsa per gli A/B test, ma stimolando anche la creatività, seppur ancorata a step di strutturazione specifiche, che complessivamente ricordiamo essere:

  • Fase di audit dei social media, valutando preferenze e attività dei competitor;
  • Fase di audit dei contenuti, per capire quali sono più obsoleti e quali ottengono performance significative;
  • Fase di studio dei segmenti demografici di ogni canale, per comprendere quali contenuti possono essere più funzionali in base ad aspettative ed esigenze d’età o generazionali;
  • Fase di definizione della frequenza di pubblicazione su ciascun canale di social media, senza mai strafare ma anzi puntando a una giusta quantità di contenuti di qualità;
  • Fase di sistematizzazione e organizzazione dei contenuti, per tenere traccia delle tipologie di post più rilevanti per gli utenti;
  • Fase di creazione di uno spazio di raccolta per i contenuti, come un file Excel, un file Word o un file creato attraverso un apposito tool;
  • Fase di definizione delle varie categorie all’interno del calendario, per portare avanti un lavoro di categorizzazione pulito e ordinato e velocizzare il processo di compilazione;
  • Fase di inserimento dei contenuti, la cui creazione è divisa in team specifici, e successiva programmazione con i tool dedicati.

Produzione dei Contenuti

Dopo le attente analisi, focalizziamoci ora sulla fase di produzione concreta dei contenuti, i quali devono essere sartoriali per il raggiungimento degli obiettivi di business, che per le PMI ricordiamo essere:

  • Generare lead;
  • Fidelizzare i clienti;
  • Aumentare il traffico sul sito web;
  • Consolidare la brand reputation;
  • Rafforzare la brand awareness;
  • Generare conversioni.

Per questo e per il fatto che i clienti sono ormai estremamente legati al digitale e fruiscono di contenuti e piattaforme quotidianamente, è importante togliere dai contenuti la pura “patina commerciale”, rendendoli anzi appetibili per la loro componente informativa e d’utilità.

Via libera dunque a linguaggi semplici e TOV (tone of voice) adeguati, che includano parole del quotidiano senza troppi tecnicismi, ma anzi un vocabolario in grado di alleggerire la comunicazione e spiegare il valore aggiunto di prodotti e servizi senza essere autocelebrativi.

Ottimizzazione SEO

I contenuti sono pronti. E ora?

Vanno resi accessibili. Ma per riuscirci, è necessario un lavoro parallelo tra SEO e content marketing, in modo da valorizzare il proprio lavoro online e farsi trovare in rete.

Per portare avanti una buona strategia di content marketing PMI è fondamentale “farsi trovare” agevolmente dagli utenti, i quali cercano soluzioni specifiche a propri problemi e bisogni.
I contenuti quindi non solo devono essere di qualità e unici, ma anche ottimizzati per i motori di ricerca, andando a colmare spazi vuoti presenti online attraverso parole chiave collegate tra loro, per creare un vero reticolato. I contenuti premiati rispondono della loro rilevanza rispetto a quanto cercato dall’utente, e dell’autorevolezza generale del sito web.

SEO e Content Marketing permettono così di migliorare il ranking dei siti e dei singoli contenuti, aumentando le performance di traffico organico.

Distribuzione dei Contenuti

E per quanto riguarda la distribuzione e promozione dei contenuti?

Le PMI non devono dimenticare che è possibile promuovere un contenuto attraverso:

  • Specifiche attività e campagne di sponsorizzazione sui social media;
  • Blog e motori di ricerca, attraverso la già descritta ottimizzazione SEO;
  • Newsletter inviate attraverso una mailing list;
  • Partnership con altri brand autorevoli legati al settore di appartenenza.

Misurare i Risultati ed Ottimizzare la Strategia

Veniamo ora alla fase di misurazione dei risultati, necessaria dopo la definizione della strategia di content marketing per la PMI e della distribuzione dei contenuti online, e che deve essere condotta in maniera profonda, senza fermarsi in superficie.

Il content marketing, per PMI o multinazionali, è per sua natura una strategia a lungo termine, pertanto quando si arriva alla fase di ricerca della corretta modalità di misurazione di risultati e ROI, sorgono i primi problemi e dubbi.
L’impossibilità di misurare la reale efficacia delle campagne content ne ostacola spesso il successo stesso: la grande mole di dati ottenibili possono essere fraintesi, variabili e dunque complessi nella fase di lettura.

Per questo, come per ogni attività digital, anche nel content marketing le PMI possono affidarsi a KPI (Key Performance Indicators) di misurazione da monitorare e analizzare, per comprendere le performance delle attività, ma anche eventuali margini di miglioramento nell’ottimizzazione della strategia.

Le Metriche e i KPI del Content Marketing per PMI

Come abbiamo già approfondito nel nostro articolo interamente dedicato a metriche e KPI del Content Marketing , gli “indicatori di prestazione chiave”, sono un insieme di indicatori dedicati alla misurazione delle prestazioni di una specifica attività, in relazione agli obiettivi di partenza.

Quali sono le metriche da monitorare in una strategia di content marketing per PMI?

Tra di esse troviamo:

  • Metriche di consumption, che include tutti gli indicatori in grado di evidenziare quante volte gli utenti sono entrati in contatto con un dato contenuto. Ad esempio numero di visite, durata delle sessioni di navigazione, numero di download, visualizzazioni dei video, open rate per le email, click-through rate nei social media;
  • Metriche di vendita, ideali per rilevare l’impatto sulle vendite di un contenuto, ovvero la capacità di quel contenuto di generare un valore economico. Tra di esse troviamo il ROI, il conversion rate, la durata del ciclo di vendita e il numero di nuovi lead generati;
  • Metriche di condivisione, che sottolineano quanto un contenuto viene fatto circolare, valutando il numero di condivisioni, i like, i retweet, le mail forwards e l’engagement rate (il rapporto percentuale tra il volume di interazioni generate da un contenuto e il numero totale di visualizzazioni dello stesso);
  • Metriche di lead generation, che evidenziano quanto spesso un contenuto determini la conversione di un utente in un lead, cioè un cliente acquisito. Il conversion rate, il numero di nuove iscrizioni a una newsletter, il click-through rate, il numero di download o il compilazioni di un form sono alcune di esse.

Calcolare il ROI

In tutte le campagne di content marketing calcolare il ROI (Return on Investment) è un passaggio fondamentale per conoscere l’efficacia e la redditività delle azioni intraprese, scoprendo benefici ottenuti o eventuali perdite.
Il ROI supporta la pianificazione nel medio-lungo termine delle campagne e guida le azioni verso gli obiettivi definiti, ed è una metrica che può essere integrata e arricchita con altre.

In linea generale la formula per calcolare il ROI di un’attività è:

ROI = [(profitto – costo dell’investimento) / costo dell’investimento] x100

Se il risultato è positivo, l’attività è redditizia e con possibilità di successo; se è negativo, è necessario rimodulare la strategia a fronte di una perdita.

Tipologie e Strumenti di Content Marketing

Ora che abbiamo chiarito modalità strategiche e d’attuazione, rivediamo le diverse tipologie di contenuto centrali nel content marketing, ribadendo quanto sia cruciale utilizzare i formati più adeguati sulle giuste piattaforme e canali per veicolare coerentemente il proprio content e generare lead e vendite.

  • Blog post e articoli: contenuti testuali ottimizzati in ottica SEO, in grado di attirare traffico organico sul sito, fornendo informazioni utili ai potenziali clienti e aumentando la brand awareness;
  • Video: contenuti educativi, informativi o di intrattenimento, fruibili più facilmente rispetto ai contenuti testuali e in grado di stimolare l’engagement e favorire la condivisione sui social;
  • Infografiche: contenuti visivi che espongono dati e informazioni utili in formato grafico, stimolando la condivisione e migliorando il posizionamento SEO;
  • Email e Newsletter: comunicazioni inviate via posta elettronica che possono contenere notizie, aggiornamenti, informazioni utili, informazioni su nuovi prodotti, servizi e promozioni, aiutando a mantenere una relazione con i clienti e convincerli in caso di un acquisto in fase di stallo;
  • Webinar: seminari on-line stesso gratuiti in cui viene approfondito un determinato argomento; mostrano la preparazione e la competenza nel settore e coinvolgono il target permettendo di interagire con lui in modo interattivo;
  • Podcast: contenuti audio, di solito sotto forma di serie o episodi, diffusi sul web e fruibili on demand, che permettono di farsi conoscere e formare una community, con un costo di realizzazione più contenuto rispetto ai video;
  • Social Media: spazi digitali di appeal visivo, contenitori di informazioni facilmente fruibili e condivisibili;
  • White Paper: contenuti testuali molto lunghi, scaricabili e corredati da dati, che trattano un argomento di business in modo approfondito, forniscono informazioni di interesse al target e generano lead nel caso in cui si chieda il rilascio di dati per poterli scaricare;
  • Ebook: materiale di lettura vasto e complesso, sostituto virtuale del libro o manuale cartaceo;
  • PDF: file portatili, facilmente consultabili e completi, perché racchiudono numerose informazioni utili a confermare la competenza del brand nel settore;
  • Case Study: contenuti lunghi, in formato testuale e multimediale molto usati dalle PMI; aumentano la fiducia dei clienti verso il business, mostrano ai clienti potenziali come poter risolvere un problema e dimostrano che le soluzioni proposte sono concretamente efficaci;
  • Corsi: in vario formato, permettono la crescita e l’apprendimento attraverso materiale tecnico diffuso senza l’obbligo di frontalità tipico dell’aula;
  • App: strumenti che insieme ai tool snelliscono il tempo di ricerca e semplificano il lavoro per gli utenti.

Come Ottenere Risultati dalla Propria Strategia di Content Marketing per PMI

Ci siamo! Oggi abbiamo scoperto non solo quanto sia importante il content marketing per le PMI ma anche quanto sia prezioso seguire un iter strategico ben definito.

Lo riassumiamo nuovamente qui, a prova di dimenticanza:

  • Analizzare il target e i bisogni;
  • Produrre contenuti specifici focalizzandosi sull’esperienza del cliente;
  • Utilizzare il giusto tono di voce e i canali;
  • Scegliere la corretta promozione e distribuzione;
  • Misurare i risultati e analizzare (avere di base una strategia flessibile da poter ottimizzare se necessario).

Hai voglia di saperne di più?

Ti lasciamo alle parole del nostro Cristiano Carriero – storyteller, giornalista, blogger e co-fondatore de La Content – che in questo video spiega approfonditamente quanto il mercato B2B e le PMI abbiano bisogno di una strategia di contenuti che sia attuabile senza un eccessivo dispendio di risorse e di tempo, partendo da un’idea di storia narrabile e memorabile e con i goal di generare contatti di nuovi potenziali clienti a breve termine e creare consapevolezza del brand a medio lungo termine.
Buona visione e buon Content!

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