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L’amico con cui pensare e altri metodi per responsabilizzarti

Portare avanti un progetto, qualsiasi esso sia, richiede un impegno costante, ma non è sufficiente. L’allocazione del tempo necessario e la capacità di guardarsi indietro, imparando dai propri errori, sono fattori altrettanto importanti. Non si tratta di autofustigarsi per non aver raggiunto l’obiettivo, cosa di per se controproducente, ma di tracciare i progressi fatti e comprendere se l’impegno che abbiamo preso con noi stessi è alla nostra portata o se dobbiamo calibrare meglio il tiro.

Alcuni metodi di lavoro possono venirci in aiuto, soprattutto se, per necessità o virtù, siamo abituati a lavorare da soli, come freelance o su progetti per loro natura personali.

Weekly review: Come è andata la settimana?

Per migliorare e portare a termine i progetti che contano per te ci vuole impegno, costanza e una mano ferma sul timone, controllando che la rotta sia quella giusta. Nella realtà pratica è utile trovare un momento ogni settimana per fermarsi e verificare che abbiamo fatto progressi e che la direzione in cui ci stiamo muovendo porta dritti all’obiettivo. Una verifica settimanale (weekly review) è l’ideale per raggiungere questo obiettivo.

weekly review

Prendi appunti ogni giorno

Per arrivare alla fine della settimana con del materiale da valutare è necessario prendere appunti tutti i giorni. La tecnica del journal è ciò che serve in questo frangente. Ritagliati un po’ di tempo a fine giornata o all’inizio della giornata successiva per riflettere su cosa hai fatto, quali risultati hai raggiunto, cosa hai imparato, cosa ti impedito di compiere il lavoro che avresti dovuto svolgere, cosa è successo di rilevante. Aiuta in questo senso prendere appunti durante tutta la giornata (interstitial journaling).

Blocca il calendario e ragiona su quello che è successo

Fissa sull’agenda settimanale un’ora da dedicare alla weekly review. Venerdì un’ora prima di lasciare l’ufficio? Sabato mattina nella tranquillità del tuo studio casalingo? Il tavolo della cucina la domenica pomeriggio? Sperimenta il momento in cui puoi concentrarti senza interruzioni ed eventualmente sposta l’ora in un altro giorno. Durante quest’ora sei tu e i tuoi appunti sulla settimana, da leggere, riorganizzare e da valutare.

Trova il metodo che fa per te

Ci sono modi diversi di intendere la weekly review. C’è chi traccia le metriche di marketing e vendite e, una volta raccolte, le confronta con gli obiettivi prefissati. C’è chi tratta questo momento come un journal settimanale in cui rispondere a domande prefissate (prompt): cosa hai imparato? Come ti sei sentito? Quale obiettivo intermedio (del tuo obiettivo a lungo termine) hai raggiunto? Quali ostacoli hai trovato? C’è chi semplifica il tutto in modo schematico, come con il metodo proposto da Anne-Laure Le Cunff: +/-/Next.

Il metodo +/-/Next

Crea una tabella con 3 colonne (vedi illustrazione). Nella prima aggiungi in alto il segno meno (-), nella seconda il segno più (+) e nella terza scrivi NEXT, inteso col significa di prossima azione. A questo punto rivisita la tua settimana e segna: nella prima colonna gli elementi positivi e di successo, nella seconda colonna i punti di arresto e le negatività. Ragiona poi su cosa hai scritto in entrambe le colonne e prova a immaginare, per le voci che si prestano, una o più azioni da implementare durante la prossima settimana, non necessariamente corrrelata alle altre due colonne.

più meno next

Approfondisci il metodo su Ness Labs.

Prendi nota delle idee sopraggiunte

Qualsiasi sia il metodo, questo momento serve a responsabilizzarti e a farti venire nuove idee, per risolvere vecchi problemi o per sviluppare intuizioni e vedere l’evoluzione dei tuoi progetti da una nuova prospettiva. Prendere appunti sulle idee sopraggiunte è fondamentale per trarre il massimo valore.

Thinking buddy: l’amico con cui pensare

Thinking buddy – l’espressione è utilizzata in inglese per identificare una persona di fiducia con cui confrontarsi regolarmente – è un metodo efficace (e divertente) per prendere l’abitudine a tracciare i propri progressi, affrontare a viso aperto eventuali ostacoli sul cammino, condividere il tutto con una persona fidata e comprensiva, allo scopo di dare e ricevere spunti. In pratica si tratta di lavorare su una propria weekly review, questa volta da condividere con una persona, ogni settimana.

Trova la persona giusta

La prima cosa da fare, per sperimentare questo metodo, è scandagliare mentalmente la tua lista di contatti e individuare la persona giusta a cui proporre di diventare il tuo thinking buddy. Probabilmente tra i tuoi contatti più frequenti, professionali e non, c’è già qualcuno con cui hai abbastanza confidenza, che conosce ciò che fai e con cui non avresti problemi a raccontare successi e insuccessi, dubbi e insicurezze. Se non ti viene in mente subito, pesca dalla rubrica un nome con cui hai almeno qualche affinità sul piano professionale/personale e prova a proporre di collaborare insieme in questo modo.

Fissa sul calendario l’appuntamento settimanale

Ogni metodo, per funzionare, deve diventare parte della tua routine. In questo caso la routine è settimanale. L’ideale è trovare un momento nell’agenda alla fine o all’inizio della settimana lavorativa, così da rendere più facile tracciare l’andamento della settimana e riassumerlo al tuo thinking buddy. Metti in agenda circa mezz’ora, anche se per i primi appuntamenti potrebbe essere utile avere un po’ più di tempo, per rodare il meccanismo.

Ragiona sulla settimana e preparati a condividere

Il giorno o qualche ora prima dell’appuntamento settimanale con il tuo thinking buddy riservati una mezz’ora o un’ora per riprendere gli appunti della settimana o l’agenda per fare mente locale su cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato. Quali obiettivi hai raggiunto? Quali obiettivi ti prefiggi per la prossima settimana? Su cosa ti sei arenato e su cui ti farebbe bene un punto di vista esterno? Segna tutto questo, così da essere pronto per l’appuntamento. Fai in modo che l’incontro sia anche un’occasione per aggiornarsi reciprocamente su altri frangenti della vita, ma cerca di concentrare l’attenzione sulla crescita reciproca e non su chiacchiere fini a se stesse.

Prendi nota dei feedback e delle idee

Durante la conversazione puoi stare seduto alla scrivania o camminare in riva al mare. L’importante è che tu abbia con te gli appunti della settimana e sia pronto a prendere nota di ogni feedback che ti viene donato dal tuo thinking buddy o di qualsiasi illuminazione ti colpisca durante la conversazione. Non si tratta né di un momento per sfogarti, né per enumerare le vittorie (o le sconfitte), ma per imparare qualcosa insieme. Sfrutta al massimo questa opportunità e preparati meglio per la prossima volta.

Prendi un impegno con il tuo network

Responsabilizzarsi con se stessi richiede un grado di autodisciplina elevato. Chi non eccelle ha una via altrettanto efficace: impegnarsi pubblicamente con il proprio network.

Scrivere in pubblico

L’atto dello scrivere e prendere un impegno con qualcuno, in pubblico, attiva un meccanismo psicologico che può tornare a tuo vantaggio per responsabilizzarti. Seppur piacere agli altri non è un obiettivo a cui tendere, certamente non ci fa sentire bene tradire l’impegno preso con terzi: ne va della nostra reputazione! La reputazione è collegata all’idea che abbiamo di noi stessi, quindi non possiamo metterla in pericolo per non aver rispettato un impegno. Se ogni settimana proclamiamo un obiettivo a cui tendere, ne dovremo rendere conto al nostro interlocutore pubblico e per questo saremo più motivati e responsabilizzati nel fare del nostro meglio per raggiungere lo stesso obiettivo.

scrivere in pubblico

Scrivi a una lista di amici/colleghi

Per far scattare questo meccanismo è sufficiente prendere un gruppo ristretto di amici o colleghi con cui hai maggiore confidenza e impegnarti a informarli ogni settimana dei tuoi progressi o dei tuoi fallimenti, con un messaggio di posta elettronica. Questo messaggio non è propriamente pubblico, ma pubblico quanto basta per mettere in gioco la tua reputazione con le persone che hanno fiducia in te. Selezionale in base ad affinità professionali/intellettuali, così che il loro feedback possa essere il più possibile autorevole e competente.

Attiva una newsletter

Con piattaforme come Mailchimp o Substack puoi attivare una newsletter a costo zero. Attivane una e invita gli stessi amici/colleghi di cui sopra. A differenza del punto precedente, questi messaggi sono veramente pubblici: uno dei riceventi potrebbe a sua volta inoltrarlo a terzi e terzi potrebbero decidere di iscriversi e seguire la newsletter. Il contenuto di questi messaggi resta personale, meno privato, ma non per questo meno efficace nel responsabilizzarti. I professionisti della rete più affermati sono abituati a imparare in pubblico e usano uno strumento simile per condividere le proprie esperienze, positive e negative. L’essere pubblici trasforma una vulnerabilità in un vantaggio, perché ci rende umani agli occhi di chi legge e stimola una risposta di empatia e di supporto, oltre che di vicinanza. I feedback che riceverai saranno ancora più utili, perché chi non ti conosce personalmente è in grado di valutarti con un punto di vista esterno, non influenzato da altri fattori.

Apri un sito/blog/Twitter per i tuoi progetti

Se una newsletter arriva nella posta elettronica di un numero limitato di iscritti e vive sul web in un archivio più o meno facilmente raggiungibile, un sito/blog o un profilo su Twitter è ricercabile dai motori di ricerca e può attrarre chiunque si trovi a passare per caso, attratto da una parola chiave o da un hashtag. Rispetto ai punti precedenti è ancora più pubblico. A seconda dell’argomento può generale l’effetto secondario di connetterti con altre persone che si trovano su un cammino simile al tuo.

Per concludere

Tracciare i propri progressi, fermarsi a valutarli, imparare dagli errori e migliorare è un percorso che si fonda sulla responsabilità personale. Ci vuole metodo, richiede pratica e costanza, ma ripaga n volte il tempo dedicato. Un impegno pubblico aiuta a non perdere di vista l’obiettivo. È un percorso iterativo, in cui si impara dagli errori e ci si adatta nel tempo. I risultati si acquiscono strada facendo, senza fretta. L’inizio del nuovo anno può essere un buon momento per prendere questa buona abitudine.

 

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Luca Conti

Luca Conti

Dal 2002 ho aperto il mio primo blog, Pandemia.info, che nel tempo mi ha reso noto, nella blogosfera italiana e anche fuori. Dal 2006 ho avviato una attività giornalistica da freelance, prima con Il Sole 24 Ore, poi con altre testate, tra cui Class, Il Secolo XIX, Starbene, Rainews 24. La mia attività principale è stata di consulenza e formazione, dal 2007 al 2019, come libero professionista nella consulenza sul marketing digitale e più precisamente in quello che si definisce social media marketing (usare i social network per marketing e comunicazione). Oggi, Febbraio 2019, non più. Ho deciso di allontanarmi dal mondo dei social media perché esprimono valori in cui non mi riconosco più.