loader image

Lavorare meglio, sentirci in controllo del nostro tempo ed avere spazio per la crescita personale – Intervista a Luca Conti

La scorsa settimana vi abbiamo svelato un progetto a cui stiamo lavorando da un po’ e a cui teniamo davvero tanto: La Circle Premium.
È un bellissimo progetto di cui intravediamo tutte le potenzialità, ma ci rendiamo conto che solo vivendolo se ne possono davvero apprezzare le sfumature. E allora abbiamo pensato di farvi capire meglio cosa accadrà ne La Circle, chiedendo direttamente a chi modererà le stanze. Questa settimana abbiamo intervistato Luca Conti, blogger, consulente, giornalista e analista della rete, e grande promotore del progetto.

D: Luca ne La Circle sarai il moderatore delle stanze “Crescita Personale”, “Gestione del Tempo” e “Lavorare da Freelance”. Cosa si potrà imparare dai tuoi percorsi?

R: Ogni giorno, ogni settimana, condividerò ciò che ho imparato e messo a punto in anni di esperienza. Alcuni esempi potrebbero essere: come dare un senso alla propria giornata e concentrarsi su ciò che conta di più, come trovare il tempo per l’aggiornamento professionale e per leggere tutti i giorni, come difendere i propri spazi ed educare i clienti a rispettare il tuo metodo di lavoro. Non si finisce mai di imparare, per questo mi piace l’idea di continuare questo percorso insieme a tutti i membri de La Circle che vorranno accompagnarmi. 

D: Quali sono gli obiettivi delle tue stanze tematiche?

R: L’obiettivo è diventare una persona migliore. Il miglioramento non è perfezionismo fine a se stesso. È un modo di vivere, per esprimere le nostre potenzialità al meglio, qualsiasi esse siano. La psicologia Adleriana – a tal proposito consiglio il libro “Il coraggio di non piacere” – suggerisce come il senso della vita alla fine sia aiutare gli altri, aiutare la comunità e sentirsene parte attiva. L’obiettivo è quindi quello di lavorare meglio, sentirci in controllo del nostro tempo e, piano piano, trovare maggiore soddisfazione in ciò che facciamo.

D: Cosa ne pensi dell’organizzazione personale? Pensi sia importante nella vita di un freelance?

R: Credo sia fondamentale. La mente umana ragiona, per fare un esempio, per priorità date da scadenze. Se non abbiamo una scadenza per cose che ci riguardano personalmente, su cui nessuno ci pressa, tendiamo a occuparci di altro. Per questo è essenziale organizzarsi e, nel caso dell’esempio, darsi delle scadenze artificiali.

D: Come fai a bilanciare vita privata e lavoro? Spesso per un freelance è la parte più difficile!

R: Ho imparato, dopo anni. All’inizio, facendo un lavoro che mi piace, lavoravo sempre, anche nel fine settimana. Non mi pesava. Poi col tempo ho capito che il lavoro è importante, ma è parte della vita. Ci sono altri aspetti fondamentali da coltivare: la salute, il benessere psicofisico, la famiglia, gli affetti, gli amici. Tutti contribuiscono a dare sale alla vita. Il lavoro, se prende il sopravvento, è il sintomo che gli altri ambiti soffrono dei problemi. Concentrarsi solo sul lavoro non rende felici nel lungo termine. Lo dicono tante ricerche scientifiche, non io. Col tempo l’ho capito. La consapevolezza è il primo passo. Tutto il resto viene poi più facile.

D: Quali sono i risvolti più appassionanti del tuo lavoro? Quello che ti fa svegliare la mattina carico come una molla per iniziare la giornata lavorativa?

R: Dopo aver abbandonato il mondo del social media marketing, lasciando la mia attività di autore di libri, di formatore su questi temi, di consulente, di docente, ci ho messo un po’ a ritrovare la motivazione. Oggi sono felice di collaborare con La Content e il progetto de La Circle, insieme a La Newsletter e agli articoli per il blog La Room, mi stimola molto. Sono felice di condividere le mie esperienze e le mie scoperte e aiutare altri a riflettere e ad agire. Un circolo virtuoso in cui sento di fare del bene agli altri e il confronto fa del bene a me. Non vedo niente più stimolante di questo.

D: Come vedi il futuro dei freelance in ambito creativo post pandemia?

R: Un futuro incerto, in cui è necessario ancor di più rimboccarsi le maniche. Il sistema Italia ha le sue carenze che la pandemia ha accentuato. Rischiamo di perdere ulteriore competitività rispetto alle altre economia europee. Credo sia imprescindibile in questa fase aumentare il proprio livello di competitività, coltivando la lingua inglese e aumentando le proprie competenze. La Circle vuole essere una risposta in questo senso. I mediocri tenderanno a galleggiare e temo ad affondare. I migliori dovranno sgomitare ma avranno più opportunità.

D: Molto spesso sentiamo frasi come: “Non ho tempo!”, “Questa settimana è proprio volata!”, “Corro tutto il giorno, ma non riesco mai a fare tutto quello che devo …”, come mai, secondo te, la maggior parte delle persone ha tanta difficoltà a gestire il proprio tempo?

R: Il problema è una questione di priorità, al di là delle situazioni contingenti e temporanee che ognuno di noi vive. Se una cosa è veramente importante, il tempo lo devi trovare, fossero anche 15 minuti al giorno. Altrimenti devi dire a te stesso che il tempo non c’è perché quell’attività non conta. Punto. Chi vive consapevolmente assapora gli alti e i bassi. Il tempo passa veloce, ma sai come l’hai speso e sei soddisfatto di ciò che sei riuscito a fare. Fare tutto ogni giorno non è rilevante; ciò che dobbiamo fare è ciò che è più importante. Sarà comunque una giornata positiva, se abbiamo raggiunto questo obiettivo.

D: Quali sono i tre errori da evitare per non sciupare tempo prezioso?

R: Usare le app di social media sullo smartphone: senza, viene meno la tentazione di prendere il telefono in mano quando ci annoiamo. Caricare il telefono in camera da letto, con l’effetto di controllare notizie, email, app social, per un tempo indefinito, prima di andare a letto e appena alzati. Tenere la posta elettronica sempre attiva, finendo per essere distratti da ogni notifica, sul computer e sul telefono.

D: Quali sono secondo te i tre atteggiamenti più importanti per gestire al meglio il nostro tempo?

R: Evitare di trovare scuse e concentrarci su ciò che possiamo fare, fosse anche poco, fosse anche una cosa da cambiare. Avere la forza di mettere in discussione abitudini consolidate, che crediamo siano fondamentali per il nostro benessere e invece non lo sono. Essere indulgenti con noi stessi: frustrarci per ciò che non siamo riusciti a fare fino a ora non ci aiuta a fare meglio.

D: Qual è secondo te l’approccio giusto per una crescita personale? 

R: Il più importante è non aver paura di riconoscere che in passato abbiamo commesso errori e probabilmente in futuro ne commetteremo altri. Non siamo perfetti e non lo saremo mai. Crescere significa migliorare, non tendere alla perfezione.

La Content

La Content

shares