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Le continue sollecitazioni della vita digitale

Il digitale ha moltiplicato le scelte possibili, in termini di intrattenimento, formazione, divertimento e relazioni. Ciò che nell’era digitale è rimasto lo stesso è il tempo, insieme all’attenzione e all’energia, che abbiamo a disposizione. Il tempo finito e le scelte infinite provocano un cortocircuito negativo che ci rende ansiosi e insoddisfatti: passiamo più tempo a scegliere e a decidere che a divertirci, pensando che, qualsiasi sia la scelta, ci stiamo perdendo qualcosa di altrettanto importante. La soluzione è prendere atto dei nostri limiti e convivere con il desiderio insito in ognuno di noi di voler essere una persona migliore e vincere la sensazione di inferiorità, accettando la realtà per quella che è.

Le continue sollecitazioni della vita digitale

Ogni volta che facciamo qualcosa non ne possiamo fare un’altra. Le sollecitazioni in una giornata media, anche eliminando tutta la pubblicità, sono continue: leggi l’articolo, abbonati alla newsletter, vai a vedere questo video, scarica questo report, leggi questo libro, guarda il nuovo film, non perderti il programma di stasera in tv, partecipa al webinar, rispondi alla mia email, vai alla lezione online, non dimenticarti la riunione in videoconferenza. A queste si aggiungono gli stimoli della famiglia, degli amici, dei colleghi, del capo, la vita sociale, l’attività fisica, mangiare e bere e certamente mi sono dimenticato qualcosa.

Più la nostra vita diventa mediata da uno schermo, più questi stimoli arrivano dal digitale e competono con le attività che ci gratificano di più e che ci fanno pensare di combattere quella sensazione di inferiorità (vedi psicologia Adleriana), di inadeguatezza che è propria dell’essere umano. Il voler andare oltre i nostri limiti, imparando qualcosa da un podcast, da un libro, da un articolo, da un video online, da una rivista, da un corso. I contenuti online crescono più velocemente di quanto possiamo stare al passo. È un dato di fatto con cui dobbiamo fare i conti.

L’esperienza umana e i suoi limiti

Ogni tanto c’è chi conta il volume del materiale, per intrattenimento e formazione, a cui abbiamo accesso, gratuitamente o con una spesa relativamente limitata. Migliaia di ore di film e serie tv, decine di migliaia di libri pubblicati ogni anno solo in Italia, migliaia di ore di audiolibri e di podcast, con novità e nuovi contenuti originali che si vanno a sommare giorno dopo giorno. Senza parlare del flusso dei contenuti sui social media, a cui potremmo abbeverarci continuamente, senza sosta, se non per mangiare e andare in bagno. Peccato che le nostre giornate restino, come per gli uomini e le donne vissuti 100 anni fa, di 24 ore e che, per stare in salute, dormire 7-8 ore al giorno è una buona pratica.

Ciò che insorge, quasi inconscia, è la frustrazione del non essere capaci di stare al passo. Internet è meraviglio, Internet è gratis. I social media sono gratis, la gran parte dei contenuti sono accessibili gratis (la pirateria è invincibile, c’è da prenderne atto) o a basso costo. Ce li abbiamo pronti a essere consumati sempre in tasca, eppure non riusciamo ad assorbire tutto ciò che vorremmo, anzi. Più si moltiplicano le scelte che abbiamo a disposizione, più soffriamo il paradosso della scelta. Più opzioni significa più tempo dedicato a valutare la scelta migliore (scelta infinita = tempo che tende a infinito), col risultato finale che, con l’imbarazzo della scelta (sarà veramente la migliore?) finiamo per non scegliere. A qualcuno verrà ora in mente un dopo cena passato a scorrere le novità su Netflix, ma lo stesso vale per altre esperienze simili. Come risolvere questo conflitto interno?

Fare pace con i nostri limiti e vivere felici

Brad Blanton in Radical honesty (onestà radicale) suggerisce di prendere atto della nostra natura umana, sia la voce che dice che non stiamo facendo abbastanza, sia il fatto che non saremo mai capaci di fare tutto ciò che vorremmo, per poi agire. Accettare che scegliere una cosa vuol dire perderne un’altra e farcene una ragione. Non ci sono scorciatoie, né altre vie.

Prendere atto della realtà significa cambiare il modo di gestire il nostro tempo. Prima ancora di procedere a un riequilibrio tra consumo e creazione di contenuti, utile anche a migliorare l’apprendimento, è necessaria una riorganizzazione del tempo e del modo in cui consumiamo contenuti, andiamo a caccia di idee online, cerchiamo stimoli per superare la sensazione di inferiorità insita in ognuno di noi. Quanto segue vuole essere una guida e un accompagnamento a riflettere e a ridisegnare la propria esperienza, adattandola alle proprie esigenze personali.

Quantifica il tempo dedicato all’esplorazione

Ogni settimana ognuno di noi ha un tempo limitato per esplorare nuove fonti, consumare contenuti di approfondimento, esplorare a caccia di una nuova idea, per imbatterci nell’imprevisto positivo, grazie alla serendipity. Questo tempo è limitato e va gestito nel migliore dei modi. Traccia su un taccuino quanto tempo riesci a ritagliarti, senza occupare ogni minuto libero di fronte a uno schermo, e quantifica questo tempo.

Se sei umano come me e come tanti altri lettori, nel tempo hai accumulato link, playlist guarda più tardi e hai usato altri strumenti per archiviare contenuti da leggere, vedere o ascoltare. Ora è il momento di fare i conti con la realtà e tagliare.

Riduci le fonti di approvvigionamento

Se hai un problema di accumulo, se gli articoli non letti salvati su Pocket sono imbarazzanti, se su YouTube hai messo da parte video che ti bastano per i prossimi 2 anni, se la tua coda di podcast da ascoltare è smaltibile solo guidando fino alla Scandinavia e ritorno, è necessario intervenire e ridurre le fonti da cui ti approvvigioni.

Taglia senza pietà le pagine Facebook, i profili Twitter, i feed RSS su Feedly, i canali a cui sei iscritto su Vimeo e YouTube. Se non riesci a stare dietro alla loro produzione settimanale, taglia. Prova a ridurre della metà il numero di fonti e tra una settimana riprendile in mano e taglia di un’altra metà. L’obiettivo è di tenere solo i contenuti prioritari in termini di stimolo intellettuale e fare a meno di tutto il resto. Ti sentirai già meglio.

Sospendi ogni nuovo abbonamento o acquisto

Sarebbe superfluo dirlo, ma se nel frattempo ti iscrivi ad altri canali, ti abboni ad altre fonti, metti da parte nuovi libri e nuovi articoli, siamo subito da capo. Sospendi qualsiasi nuovo contenuto in ingresso o nuova fonte. Se da un articolo ti viene automatico aprire altri tab nel browser, datti un limite. Non più di 3 tab aperti contemporaneamente e a fine sessione, non salvarla, ma azzerala. Se c’è qualcosa di interessante, leggilo subito o mai più. Probabilmente non perderai nulla di rilevante e, se anche succedesse, sono sicuro che la tua vita continuerà felice come prima.

Azzera tutte le code di contenuti messe da parte

Fatti i conti con la realtà, disboscati i canali in ingresso, è il momento di prendere coraggio e prendere l’impegno, entro un mese, di azzerare tutto quanto in coda. Un primo triage su ciò che non ricordi più perché l’hai salvato, su argomenti che non ti interessano più, su cose che in realtà hai già visto o letto, ti permetterà un primo screening di forte riduzione. Applica il metodo dell’apocalisse: se entro un mese resta qualcosa nella coda, ti impegni comunque ad azzerarla. In questo modo, creando scarsità, darai precedenza a ciò che ti interessa veramente, lasciando il resto all’oblio.

La nuova routine parte dalla coda

Nella tua routine settimanale a caccia di aria fresca, contenuti stimolanti e interessanti, non aprire il flusso delle tue fonti, qualsiasi esso sia, ma parti dagli strumenti dove hai contenuti in coda da consumare. Prendi l’impegno con te stesso di apprezzare i contenuti che hai già filtrato e messo da parte per una ragione. Hai già lavorato per estrarre quei contenuti: non hai bisogno di novità. Riprendi dalla coda. Se la coda non è stimolante, azzerala.

Rifletti sul tuo stato d’animo e traccia un bilancio

Questo esercizio va accompagnato da una riflessione sul tuo stato d’animo, quando filtri e quando consumi contenuti. Spesso apriamo il giornale, un aggregatore di notizie o una piattaforma social perché ci annoiamo o abbiamo bisogno di non pensare a qualcosa: l’email di quel cliente noioso, quel documento da scrivere, quel ragionamento da fare, la contabilità che attende, il commercialista da chiamare. Pensiamo che una pausa in cui mettere da parte contenuti da leggere con calma sia il modo giusto di usare quei 15 minuti, ma non è così. Oltre tutto accumulare contenuti non ci fa diventare più intelligenti, anzi. Ci rende frustrati perché abbiamo accumulato tanta di quella roba che non sappiamo da dove cominciare. Chiudiamo e continuiamo ad accumulare. Non ne sentiamo il peso, perché sono bit impalpabile, ma l’oppressione mentale che proviamo è vera e tangibile.

Prendi consapevolezza dei limiti dell’esperienza e rallegratene

Avere un tempo limitato è una presa di coscienza importante. Qualsiasi sia la nostra età e la nostra aspettativa di vita, Internet è così grande e ricco che non riusciremo mai a esplorare tutti i mondi che vorremmo. Triste, ma è così. Tutto è a distanza di un click, ma non per questo lo possiamo raggiungere. Ne dobbiamo prendere atto e lanciarci verso l’esplorazione di ciò che possiamo. Poco o tanto che sia, profondo o meno, abbiamo ancora tanto tempo su questa terra, non solo per guardare video su YouTube o leggere sullo smartphone. Questa nuova consapevolezza potrebbe anche spingerci, in un atto di coraggio, ad azzerare tutte le code di lettura e ricominciare da zero, ancora con più entusiasmo, ma con parsimonia. Più filtro in ingresso, per avere il tempo di consumare e soprattutto di creare.

Per concludere

Ogni momento è buono per acquisire consapevolezza e incamminarsi in questo percorso. Ognuno con il suo ritmo e con i suoi tempi. L’importante è muoversi e non avere paura di tornare indietro. Non c’è una regola che vale per tutti. I miei sono suggerimenti, da adattare in base al proprio percorso. Non è mai troppo tardi.

Luca Conti

Luca Conti

Dal 2002 ho aperto il mio primo blog, Pandemia.info, che nel tempo mi ha reso noto, nella blogosfera italiana e anche fuori. Dal 2006 ho avviato una attività giornalistica da freelance, prima con Il Sole 24 Ore, poi con altre testate, tra cui Class, Il Secolo XIX, Starbene, Rainews 24. La mia attività principale è stata di consulenza e formazione, dal 2007 al 2019, come libero professionista nella consulenza sul marketing digitale e più precisamente in quello che si definisce social media marketing (usare i social network per marketing e comunicazione). Oggi, Febbraio 2019, non più. Ho deciso di allontanarmi dal mondo dei social media perché esprimono valori in cui non mi riconosco più.
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