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Le otto dimensioni del benessere personale Parte I

Il benessere personale è un tema che dovrebbe stare a cuore a ognuno di noi: se non ci sentiamo bene, come possiamo esprimerci al meglio delle nostre possibilità? L’approccio che offre migliori risultati è quello di tipo olistico: aspetti diversi della nostra vita si influenzano l’un con l’altro. Per questo è consigliabile un intervento che vada a bilanciare ognuno degli ambiti che costituiscono e che influenzano il nostro benessere.

In questa prima parte andiamo ad affrontare quattro ambiti degli otto che compongono idealmente il nostro benessere, per affrontare gli altri nella seconda parte che sarà online tra due settimane. Questo e temi simili sono trattati ogni giorno all’interno della community La Circle, alla quale ti invito a partecipare.

Benessere Emotivo

La capacità di gestire le proprie emozioni è qualcosa che si conquista nel tempo. Ognuno di noi, per educazione e per capacitò, parte con un livello di intelligenza emotiva che può migliorare con l’esercizio e la pratica.

Le emozioni che più hanno bisogno di essere gestite sono quelle negative: fallimento, frustrazioni, delusioni, aspettative mal riposto, tristezza, malinconia, depressione. Andare alle cause del nostro stato d’animo è il primo passo per comprenderlo e affrontarlo. Tenere un journal, ovvero un diario in cui scrivere quando non ci sentiamo bene, associando anche altre informazioni – condizioni meteo, persone con cui abbiamo interagito, notizie che abbiamo appreso, altri fatti successi nei momenti precedenti – ci possono aiutare a capire cosa ha contribuito a far emergere l’emozione che stiamo provando e analizzare poi se questa emozione ha o meno ragione di essere.

Come scrive Federico Fros Campelo in La mappa delle emozioni, molto spesso le emozioni emergono dal nostro cervello più primitivo, per reazione a ciò che ci sta succedendo, senza che riusciamo a frenarle. Ciò che possiamo fare però è analizzarle con la nostra capacità di ragionamento insita nella corteccia cerebrale, e attenuare così le emozioni che non hanno una vera ragione di esistere.

La mappa delle emozioni

Benessere Finanziario

Essere capaci di gestire le finanze necessarie a vivere, senza preoccupazioni, presenti e future, è un fattore chiave nel determinare il benessere. Non semplicemente, come è facile immaginare, perché abbiamo ciò che ci serve per soddisfare i nostri bisogni. Sendhil Mullainathan ha studiato l’effetto della povertà sulle nostre capacità cognitive e ha scoperto che i poveri si trovano a dover pagare una tassa in termini di minore lucidità sul piano cognitivo. Preoccupati e impegnati a come emergere dalle difficoltà finanziarie, il loro cervello non è in grado di esprimersi al meglio.

Scarcity. Perché avere poco significa tanto - Sendhil Mullainathan,Eldar Shafir - copertina
Scarcity. Perché avere poco significa tanto.

Un modo per evitare di trovarsi in difficoltà è provare a risparmiare una quota crescente del proprio reddito, così da mettere da parte un piccolo fondo d’emergenza. Quando ci troveremo a dover fronteggiare un imprevisto – l’auto da riparare, un licenziamento inaspettato, un danno in casa o un infortunio – saremo in grado di affrontarlo senza aggiungere preoccupazioni. Lo stesso fondo, in altre circostanze, potrebbe permetterci la libertà mentale di abbandonare un lavoro che non ci soddisfa e avere risorse da consumare nel tempo della ricerca di un lavoro più in linea con i nostri valori e il nostro benessere.

Benessere Sociale

Stare bene nella vita relazionale, sviluppando un senso di connessione con gli altri e un senso di comunità è, secondo la psicologia Adleriana, la base del nostro vivere, se non il senso stesso della nostra vita.

Le tesi del filosofo si potevano riassumere come segue: le persone acquisiscono una vera consapevolezza del loro valore solo quando si sentono utili a qualcuno. Tuttavia non importa se il contributo dato in quel momento sia privo di forma visibile. È sufficiente avere la sensazione soggettiva di servire a qualcuno, cioè un senso di contributo. Poi il filosofo arrivava alla seguente conclusione: la felicità è il senso di contributo.

Il coraggio di non piacere di Ichiro Kishimi e Fumitage Koga.

Coltivare la nostra vita sociale diventa quindi fondamentale per dare un senso alla nostra vita. Una vita sociale con incontri faccia a faccia, attività condivise con gli amici o la famiglia. Il social web, in questo senso, è un utile complemento, che non sostituisce una vita sociale vera e propria. Va usato per mantenere i contatti e organizzare nuovi appuntamenti, senza che li sostituisca, se non in condizioni straordinarie come quelle dell’emergenza sanitaria.

Benessere Spirituale

Che crediamo o no, ognuno di noi può espandere il significato del perché vivere la propria vita dedicando attenzione alla propria spiritualità. Chi è religioso può dedicare tempo alla preghiera. Chi non lo è può riconnettersi col proprio io più profondo attraverso la pratica della meditazione o dello yoga. Anche solo 20 minuti al giorno ci permettono di vedere il resto della giornata con una prospettiva diversa, sviluppando più empatia verso gli altri.


Come coltivi il tuo benessere personale? Quali ambiti riesci a seguire con più attenzione e quali meno?

Nella seconda parte andremo ad approfondire altri quattro ambiti del benessere personale: occupazionale, fisico, intellettuale e ambientale.

La Circle è una community con contenuti esclusiviche ti permette, ogni giorno, di coltivare competenze trasversali, come crescita personale e crescita professionale, insieme a competenze più specifiche come copywriting, social media marketing o branding. Per saperne di più clicca sul bottone.

Credit immagine in evidenza: by Marc Najera

Luca Conti

Luca Conti

Dal 2002 ho aperto il mio primo blog, Pandemia.info, che nel tempo mi ha reso noto, nella blogosfera italiana e anche fuori. Dal 2006 ho avviato una attività giornalistica da freelance, prima con Il Sole 24 Ore, poi con altre testate, tra cui Class, Il Secolo XIX, Starbene, Rainews 24. La mia attività principale è stata di consulenza e formazione, dal 2007 al 2019, come libero professionista nella consulenza sul marketing digitale e più precisamente in quello che si definisce social media marketing (usare i social network per marketing e comunicazione). Oggi, Febbraio 2019, non più. Ho deciso di allontanarmi dal mondo dei social media perché esprimono valori in cui non mi riconosco più.