loader image

Lo smartphone nel cassetto e altri trucchi per lavorare bene.

La tecnologia è un valido alleato per vivere e lavorare meglio, a patto di usarla e non venirne usati. Spesso l’uso acritico e la mancanza di consapevolezza rischiano di vanificare i benefici di poter lavorare dovunque ci sia una connessione a internet. Eppure basta poco per ottenere il massimo dai dispositivi che ci accompagnano nella quotidianità.

Scrivere in modalità aereo

Un trucco ormai abbastanza diffuso è quello di considerare alcuni momenti della giornata lavorativa come se stessimo viaggiando in aereo. Chi vola sa che, appena si chiudono le porte e l’aeromobile si avvia sulla pista per il decollo, il personale di bordo chiede ai passeggeri di mettere tutti i dispositivi elettronici in modalità aereo, disattivando la rete. Per concentrarsi e scrivere quel documento importante, che attende da giorni, non c’è niente di meglio che mettere il tuo smartphone in modalità aereo per un paio d’ore e, perché no?, anche il tuo computer. Le web app, come Google Documenti, consentono di scrivere anche quando il collegamento a internet si interrompe, quindi non ci sono scuse. Senza interruzioni e senza tentazioni potrai finalmente concentrarti e scrivere. Incredibile, quanto semplice.

Una pausa per riavviare il cervello

A metà mattina, dopo pranzo o in qualcunque momenti senti di avere più la freschezza di cui hai bisogno per rispondere ai problemi da risolvere. Ogni momento è buono per mollare tutto. Computer, telefono, tablet e uscire a fare due passi. In alternativa vale aprire la finestra e guardare fuori, uscire sul balcone e non fare nulla. L’importante è resettare, alzarsi in piedi, sgranchirsi, bere un bicchier d’acqua, pensare a qualcosa che non sia uno schermo per qualche minuto. Sedersi sul divano e accendere la televisione non sono contemplati come pausa. Meglio ancora se il tutto è accompagnato da un frutto, un estratto di succo a freddo o una macedonia di frutta fresca. Riprenderai con più slancio e creatività: garantito!

Il sonnellino non è un lusso

Considerala una pausa a metà giornata, più lunga della precedente. Un sonnellino è l’eccezione al detto “chi dorme non piglia pesci”, perché studi scientifici dimostrano che dormire per 20-30 minuti a metà giornata è un toccasana, per la produttività prima ancora che per il benessere psicofisico. In alcuni paesi asiatici i lavoratori d’ufficio hanno un cuscino che adoperano dopo pranzo per un sonnellino sulla propria scrivania o in altri spazi forniti dall’azienda. Alex Soojung-Kim Pang ha scritto un libro, Rest, dove ha raccolto le abitudini di personaggi storici e ricerche scientifiche che dimostramo come un sonnellino fa bene al business.

Un’attività alla volta

Può sembrare contro intuitivo, ma per lavorare bene è necessario fare una cosa per volta. Il multitasking non esiste: il nostro cervello può concentrarsi su una sola cosa alla volta. Tutto il resto va, nella migliore delle ipotesi, sullo sfondo. Abbiamo l’illusione di essere più produttivi, ma la realtà è che il nostro cervello mette più tempo a svolgere le stesse funzioni, rispetto a quando vengono svolte una per volta, e consuma molta energia in questo cambio rapido di focus e attenzione. Il risultato è che arriviamo a fine giornata mentalmente esausti, senza neanche capire come sia successo. La soluzione è semplice: svolgere un compito per volta. Per esercitarsi, il mio consiglio è leggere un libro, di carta o digitale non importa, purché il telefono abbia ogni notifica disattivata o sia in modalità aereo (!), e leggere consecutivamente per almeno 10 minuti. Se non ci riesci è un sintomo in più del bisogno di cambiare passo, trovare il momento per riposare, per il bene del lavoro che svolgi, prima ancora del tuo benessere psicofisico, che dovrebbe comunque essere sempre al primo posto.

Luca Conti

Luca Conti

Dal 2002 ho aperto il mio primo blog, Pandemia.info, che nel tempo mi ha reso noto, nella blogosfera italiana e anche fuori. Dal 2006 ho avviato una attività giornalistica da freelance, prima con Il Sole 24 Ore, poi con altre testate, tra cui Class, Il Secolo XIX, Starbene, Rainews 24. La mia attività principale è stata di consulenza e formazione, dal 2007 al 2019, come libero professionista nella consulenza sul marketing digitale e più precisamente in quello che si definisce social media marketing (usare i social network per marketing e comunicazione). Oggi, Febbraio 2019, non più. Ho deciso di allontanarmi dal mondo dei social media perché esprimono valori in cui non mi riconosco più.