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Nove competenze trasversali per il 2022 – Parte II

In questa seconda parte dedicata alle competenze trasversalila prima è già online – ti stimolerò a spingerti ancora di più fuori dalla tua zona di comfort, allenando il tuo coraggio. Imparando dall’esperienza, grazie alla riflessione, vedrai che le volte successive sarai più portato ad affrontare il rischio con più sicurezza. Alla fine ciò che conta è il risultato e concentrarti per ottenerli. Non seguire l’esempio di chi lavora ma non produce, pur avendo l’agenda piena di riunioni (inutili) ed essendo il primo a rispondere a tutte le email entro 5 minuti. Non è questo lavorare e non è questo che ti chiede il mercato del lavoro.

Riflessione: l’abitudine di pensare criticamente a ciò che si fa

Spesso, anche i più volenterosi, dedicano tutte le energie a produrre, a fare, a lavorare, a creare, ma non si preoccupano del pensiero che dovrebbe precedere e seguire l’azione. Pensare prima e riflettere dopo permette di ottenere più risultati, pur avendo meno tempo per ottenerli. Perché? Perché aver riflettuto prima e dopo permette di organizzare meglio il lavoro, essere più efficaci e alla fine imparare dall’esperienza.

Consiglio: prendi l’abitudine di tracciare ciò che fai, pianificare la giornata, verificarne l’andamento la sera o la mattina seguente e analizza criticamente anche l’andamento della settimana. Usa un journal dove scrivere ciò che devi fare e come intendi farlo. Alla fine della giornata sintetizza com’è andata e quali ostacoli o insegnamenti hai tratto dall’esperienza. Alla fine della settimana valuta cosa è successo e cerca di trarre delle lezioni da ciò che hai sperimentato. La settimana seguente potrai fare tesoro di quanto appreso, conoscerti meglio e affrontare i problemi con uno slancio diverso. La riflessione può avvenire scrivendo su un taccuino con una penna o con una tastiera sul computer. A te scegliere lo strumento che più ti si addice. Il mio consiglio è di cominciare dalla carta, perché lo scrivere a mano aumenta la consapevolezza su ciò che si scrive, per poi passare in un momento successivo al digitale.

Coraggio: il non aver paura di rischiare

Il coraggio è un tema senza tempo. Vale per Don Abbondio ne I promessi sposi e vale oggi per te e per me. Il coraggio va allenato come tutte le altre competenze, così da averne di più quando la sfida è più ardua. L’essere umano ha una naturale avversione al rischio, per ragioni di sopravvivenza. L’uomo moderno non deve temere una tigre che lo attende dietro un angolo di strada. Certo, i rischi sono cambiati ma sono comunque reali: ignorarli non si può, ma è necessario farci i conti. Più spesso di quanto pensi temi di compiere scelte che non hanno conseguenze catastrofiche. Il più delle volte vale la pena rischiare, perché hai poco da perdere e molto da guadagnare. Se il tuo capo chiede un’idea e tu ne hai una, buttati. Sarai premiato.

Consiglio: abituati nella vita di tutti i giorni ad esercitare il tuo coraggio, per attività che comprendono, nella peggiore delle ipotesi, quello che si chiama disagio produttivo. Si tratta di una condizione di disagio, che ti aiuta però a sperimentarti in modo nuovo. Guarda un film in lingua originale senza sottotitoli, anche se non conosci la lingua. Vai in un ristorante e ordina qualcosa che non hai mai provato e che neanche sai cosa sia, senza chiedere al cameriere. Entra in un locale dove non sei mai stato e ordina qualcosa che non hai mai preso prima. Chiedi la strada a uno sconosciuto, giusto come pretesto per attaccare bottone e vedi cosa succede. Osa di più, sempre un po’ di più.

Concentrazione sui risultati: il fare per ottenere dei risultati

Una malattia diffusa nel mondo del lavoro, soprattutto nelle grandi aziende dove i lavoratori sono spesso considerati delle risorse da usare e non persone, è il darsi da fare per sembrare indaffarati, senza in realtà produrre nulla. Tipico comportamento è il rispondere per primo a tutte le email che arrivano, il che implica avere le notifiche sempre attive e non riuscire mai a concentrarsi, neanche quando è indispensabile per il lavoro che stai svolgendo. La competenza opposta al busyness è il fare per ottenere risultati. Significa porsi degli obiettivi anche quando gli altri non se ne curano o li trascurano.

Consiglio: prendi l’abitudine, ogni settimana, di cominciare dandoti 3 obiettivi da raggiungere e dopo una settimana verifica quanti ne hai raggiunti e perché, eventualmente, non ci sei riuscito. Fai lo stesso all’inizio di ogni mese. Rendi gli obiettivi che ti dai specifici e misurabili, così da facilitare la valutazione sui risultati raggiunti. Non sempre ti verrà spontaneo, a volte avrai delle resistenze interne e altre volte fallirai. Non ti preoccupare, non ti frustrare, ma persevera. I risultati si raggiungono solo insistendo.

Settimana dopo settimana hai modo di migliorarti e avere più soddisfazione nelle relazioni con gli altri e nel tuo lavoro. Continua a sperimentare e non pensare mai di essere arrivato, anche se ti sembra di essere molto più avanti di chi ti sta intorno. Cerca nuovi stimoli e aumenta la consapevolezza sulle tue capacità. Celebra anche i risultati raggiunti. Te lo meriti.


La Circle è un’ambiente che La Content ha creato esattamente per coltivare le tue competenze trasversali – crescita personale, crescita professionale, gestione del tempo – insieme allo storytelling, il social media marketing, l’influencer marketing, il branding. Cogli questa opportunità.

Photo by Aziz Acharki

Luca Conti

Luca Conti

Dal 2002 ho aperto il mio primo blog, Pandemia.info, che nel tempo mi ha reso noto, nella blogosfera italiana e anche fuori. Dal 2006 ho avviato una attività giornalistica da freelance, prima con Il Sole 24 Ore, poi con altre testate, tra cui Class, Il Secolo XIX, Starbene, Rainews 24. La mia attività principale è stata di consulenza e formazione, dal 2007 al 2019, come libero professionista nella consulenza sul marketing digitale e più precisamente in quello che si definisce social media marketing (usare i social network per marketing e comunicazione). Oggi, Febbraio 2019, non più. Ho deciso di allontanarmi dal mondo dei social media perché esprimono valori in cui non mi riconosco più.