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Nove competenze trasversali per il 2022 – Parte III

Nove competenze trasversali per il 2022 – Parte I: agilità, orientamento all’azione, curiosità.

Nove competenze trasversali per il 2022 – Parte II: riflessione, coraggio, concentrazione sui risultati.

Dopo le prime due parti, chiudiamo l’analisi delle nove competenze trasversali (anche detto soft skill) che sono necessarie per avere una marcia in più nel mondo del lavoro moderno.

Immaginazione: visualizzare scenari e ipotesi di lavoro alternative

Ma la finzione ci ha consentito non solo di immaginare le cose, ma di farlo collettivamente. Possiamo intessere miti condivisi come quelli della storia biblica della creazione, quelli del Tempo del Sogno elaborati dagli aborigeni australiani e quelli nazionalisti degli stati moderni. Questi miti conferiscono ai Sapiens la capacità senza precedenti di cooperare tra grandi numeri di individui.

Yuval Noah Harari – Sapiens

Immaginare non è sognare a occhi aperti. Significa invece essere capaci di ipotizzare soluzioni alternative quando ne abbiamo bisogno. Significa essere capaci di andare oltre le regole date e la visione comune, trovando e sperimentando altre vie non pratiche dai più. Una capacità molto pratica e molto concreta, da esercitare con le storie, con la lettura, con l’arte.

Resilienza: resistere e recuperare velocemente da situazioni critiche

Non si tratta semplicemente di resistere alle avversità, contrastarle e limitarle, ma anche in questo caso di andare oltre. Cercare di trasformare una situazione critica in una opportunità per migliorare, per tornare in alto e per rimbalzare. Il punto di arrivo, con la resilienza, è diverso ma migliore del punto di partenza. Certo, non è facile, non è immediato, non sempre è possibile, non sempre ci riusciamo, ma possiamo provarci. Alla fine spesso ci riusciamo, perché è fondamentale la nostra impostazione mentale.

Sheryl Sandberg e Adam Grant raccontano aneddoti personali e offrono consigli per coltivare e potenziare la resilienza.

Consiglio di lettura: Option B

Empatia: mettersi nei panni degli altri, vedersi dal loro punto di vista

L’empatia è spesso innata in noi. I neuroni specchio, fin dalla tenera età, ci spingono a replicare il comportamento di chi sta davanti a noi. Questo per un motivo evolutivo: riusciamo così a sviluppare relazioni più profonde con chi abbiamo vicino, perché mostriamo di comprendere lo stato d’animo degli altri.

L’individualismo a cui siamo abituati fa sì che siamo meno portati a sperimentare nel quotidiano l’empatia e quindi è un bene trovare occasioni nuove per sperimentarla. Con un’avvertenza: l’empatia non deve guidarci nei momenti in cui la nostra risposta razionale dovrebbe sovrastare la nostra prima risposta emotiva. Paul Bloom ha scritto un saggio per mostrare come spesso la nostra reazione superficiale di empatia non sia la risposta adeguata: aiutare con l’elemosina un mendicante che troviamo in strada è generoso, ma l’empatia momentanea non dovrebbe distoglierci dal donare meglio e di più a un’organizzazione che aiuta i più bisognosi, al di là di chi ci troviamo davanti.

Nel mondo del lavoro significa sviluppare relazioni che ci aiutano meglio a capire le esigenze dell’altro e a sviluppare un rapporto umano più ricco e positivo.

Consiglio di lettura: Contro l’empatia

E tu, in quale di queste competenze ti senti più dotato e quali competenze richiederebbe da parte tua un maggiore investimento ed esercizio?

La Circle è un’ambiente che La Content ha creato esattamente per coltivare le tue competenze trasversali – crescita personale, crescita professionale, gestione del tempo – insieme allo storytelling, il social media marketing, l’influencer marketing, il branding. Cogli questa opportunità.

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Luca Conti

Luca Conti

Dal 2002 ho aperto il mio primo blog, Pandemia.info, che nel tempo mi ha reso noto, nella blogosfera italiana e anche fuori. Dal 2006 ho avviato una attività giornalistica da freelance, prima con Il Sole 24 Ore, poi con altre testate, tra cui Class, Il Secolo XIX, Starbene, Rainews 24. La mia attività principale è stata di consulenza e formazione, dal 2007 al 2019, come libero professionista nella consulenza sul marketing digitale e più precisamente in quello che si definisce social media marketing (usare i social network per marketing e comunicazione). Oggi, Febbraio 2019, non più. Ho deciso di allontanarmi dal mondo dei social media perché esprimono valori in cui non mi riconosco più.