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24-25 OTTOBRE

La sesta edizione del più grande evento dedicato allo storytelling.

UN'ALTRA STORY

Francesca Berardi speaker allo Storytelling Festival 2024
Workshop Innerhero Storytelling Festival 2025

Storytelling Festival: l’evento dedicato alle storie che hanno cambiato e che continueranno a cambiare la comunicazione. Creatività, dati, intelligenza artificiale, marketing e branding si incrociano nelle storie che ispirano, creano valore e impresa e fanno crescere professionisti.

I NOSTRI NUMERI

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SF 25

SPEAKER

PROGRAMMA

Talk, workshop, ospiti: tutta un’altra story.

24 OTTOBRE - INIZIO 9.30

9:45 - 10:25

Gianluca Diegoli

Seguimi! Il marketing come culto, il culto come marketing

10:25 - 10:40

Comunicazioni istituzionali

10:40 - 11:30

Annamaria Testa

Perché e come coltivare il pensiero creativo ai tempi dell’IA.

11:30 - 12:00

Dario Bassani

Tregua

12:00 - 12:30

Valentina Di Michele

Clicca, scrolla, convinci. Storia di una seduzione digitale 

12:30 - 12:40

CIAPE

Quando lo Storytelling diventa progettualità

12:40 - 13:10

Domenico Loperfido e Livio Basoli

DUDE: Bravi a fare le feste

14:00 - 15:00

Workshop di Co-progettazione

A cura di CIAPE

14:00 - 15:00

Workshop di scrittura con l’AI

A cura di Fulvio Julita

15:20 - 15:50

Slide Queen

“Te lo spiego con un disegno?” – Il superpotere del visual storytelling nella comunicazione aziendale

15:50 - 16:20

Giovanna Loi

Il brand tra narrazione ed esperienze: dove le storie diventano strategia

16:20 - 16:50

Francesca Marchegiano

Da che mondo e mondo.

16:50 - 17:20

FABA

Storytelling senza schermi e genitorialità consapevole.

17:20 - 17:40

Aldo Macchi

Essere freelance senza aprire partita IVA

17:40 - 18:20

Andrea Girolami e Vittorio Pettinato

Creator Masterclass – Scrolling Infinito

25 OTTOBRE - INIZIO 9.30

9:45 - 10:10

Luigi Nigro

Sempre di fretta. Come il mito della carriera ci ha reso più soli, poveri e infelici

10:10 - 11:00

Pablo Trincia, Cristiano Carriero

Come nascono le storie.

11:00 - 11:15

Pablo Trincia e Martina Marchiò

Voci da Gaza – Il racconto di chi resta |  in dialogo con Cristiano Carriero

11:15 - 11:35

Martina Marchiò

Tra azione e parola: essere operatori umanitari, oggi

11:45 - 12:00

Francesca Pedico

Slow Word, Fast World – Come il Podcast ti salverà dallo scrolling compulsivo

12:00 - 12:30

Mafe De Baggis

Avanti veloce (il mondo visto da un futuro).

12:30 - 13:00

PRODUTTORI DI MANDURIA & PUGLIA CULTURE

Panel su cultura, territorio e narrazioni

14:00 - 15:00

Workshop di creatività e strategia

a cura di Fabrizio Torchia

14:00 - 15:00

Workshop di narrative coaching

a cura di Nicolo’ Andreula e Disal Consulting

15:00 - 15:20

Gianluca Bilancioni

Da Monologo a Dialogo: come l’ascolto ha cambiato TP Italia

15:20 - 16:00

Simona Ruffino​

L’amore è un gesto cognitivo.

16:00 - 16:30

Emanuele Frontoni

AI Human + Machine
Lo storytelling dell’AI e con l’AI.

16:30 - 17:00

Donata Columbro

Perché contare i femminicidi è un atto politico

17:00 - 17:30

Nicholas Figoli

Basta con queste storie!

17:30 - 18:00

Elvio Carrieri

Poveri a noi.

18:00 - 18:20

Cristiano Carriero

That’s all folks

 

18:20 - 19:00

Valentina Vellucci

The Future of Storytelling (è un Excel)  

 

26 OTTOBRE - INIZIO 10.00

11:00 - 12:30

Vera Gheno

Storytelling Extra: un evento speciale aperto a tutta la cittadinanza, in occasione dello Storytelling Festival 2025, al Teatro Piccinni di Bari.

L’appuntamento si inserisce nel progetto “Presente! Storie per il qui e ora” nell’ambito della stagione teatrale 2025/26 “Umano Collettivo” del Comune di Bari e Puglia Culture.

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Istituzionali

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gratuito

EVENTO SPECIALE

GALLERY

Momento dello Storytelling Festival
Luana Vollero conduttrice Storytelling Festival 2024
Momento dello Storytelling Festival
Teatro Piccinni, sede dello Storytelling Festival a Bari

Gianluca Diegoli

Seguimi! Il marketing come culto, il culto come marketing

Nel suo intervento, Gianluca Diegoli ci accompagna in un viaggio ironico e rivelatorio attraverso l’evoluzione del marketing: da semplice leva persuasiva a vera e propria religione laica. Non si tratta più di “preferire” una marca, ma di aderire a un’identità, a un culto condiviso. Dai Mac di Apple alle routine skincare coreane, siamo passati dalla fedeltà al prodotto alla devozione a pratiche e stili di vita. Lo speech mostra come i nuovi “culti soft” – dal foodporn alla mindfulness – manipolino i consumatori usando le stesse regole delle religioni tradizionali. Il marketing oggi ci dice cosa seguire, come vestirci, dove viaggiare, chi ascoltare e perfino chi diventare. Ma qual è il prezzo di questa appartenenza? E come possiamo riconoscerla? Diegoli risponde con humor e dati, svelando le dinamiche dietro l’influenza contemporanea e aiutandoci a decifrare (e forse a difenderci da) i nuovi miti della società del consumo. Uno speech dissacrante, che ci lascia con una domanda: in quale setta sei finito senza accorgertene?

Gianluca Diegoli, speaker allo Storytelling Festival 2025

Gianluca Diegoli

Seguimi! Il marketing come culto, il culto come marketing

Nel suo intervento, Gianluca Diegoli ci accompagna in un viaggio ironico e rivelatorio attraverso l’evoluzione del marketing: da semplice leva persuasiva a vera e propria religione laica. Non si tratta più di “preferire” una marca, ma di aderire a un’identità, a un culto condiviso. Dai Mac di Apple alle routine skincare coreane, siamo passati dalla fedeltà al prodotto alla devozione a pratiche e stili di vita. Lo speech mostra come i nuovi “culti soft” – dal foodporn alla mindfulness – manipolino i consumatori usando le stesse regole delle religioni tradizionali. Il marketing oggi ci dice cosa seguire, come vestirci, dove viaggiare, chi ascoltare e perfino chi diventare. Ma qual è il prezzo di questa appartenenza? E come possiamo riconoscerla? Diegoli risponde con humor e dati, svelando le dinamiche dietro l’influenza contemporanea e aiutandoci a decifrare (e forse a difenderci da) i nuovi miti della società del consumo. Uno speech dissacrante, che ci lascia con una domanda: in quale setta sei finito senza accorgertene?

Annamaria Testa

Perché e come coltivare il pensiero creativo ai tempi dell’IA

Con l’avvento dell’intelligenza artificiale, a cui chiunque può accedere per generare senza
sforzo immagini, testi e musica, dobbiamo domandarci che cosa distingue davvero
l’invenzione umana da quella algoritmica. Ma, per farlo con lucidità, ci tocca chiarire che
cosa intendiamo quando parliamo di creatività. Il paradigma condiviso dalla comunità
scientifica internazionale dice che “creatività” è la capacità di produrre idee, invenzioni o
scoperte che siano nuove (cioè inedite, originali) e appropriate (cioè utili, funzionali al
raggiungimento di uno scopo). In altre parole, la creatività non è immaginazione libera, ma
un’attività finalizzata del pensiero. E qui emergono alcune prime, rilevanti differenze con l’IA:
l’intelligenza artificiale può generare, ma non intendere. Non sa volere, non può voler fare.
Ricorda tutto, ma non è curiosa di niente. Nel corso dell’evoluzione, la creatività è stata il
motore della nostra sopravvivenza. Secondo Michael Tomasello, l’Homo sapiens è una
specie ultrasociale: la nostra forza risiede nel poter cooperare per ottenere un risultato
condiviso. Possiamo farlo perché possediamo un linguaggio articolato e simbolico, la più
potente invenzione creativa dell’essere umano. Ma per capire come funziona la creatività
non dobbiamo limitarci ai suoi risultati: tutto parte dai processi. E prima ancora, dalle
persone. E tutto è influenzato dai contesti, cioè dagli ambienti in cui le persone operano.
Comprendere le personalità creative –curiose, inquiete, aperte al rischio – è essenziale,
tanto quanto comprendere il loro modo non ortodosso di pensare e di lavorare. Per esempio,
uno degli stati mentali più fertili per la creatività è il flow, teorizzato da Mihály
Csíkszentmihályi: una condizione di profonda immersione in un’attività, nel corso della quale
il tempo scompare, l’attenzione e la dedizione sono assolute, e la gratificazione del fare è
piena e appagante. Dobbiamo infine chiederci che cosa favorisce o danneggia la creatività.
A livello individuale, servono libertà, tempo, stimoli, fiducia. E servono competenze,
formazione, pratica deliberata. Ma anche la fatica, l’errore, la frustrazione sono componenti
ineliminabili del lavoro creativo. Nei gruppi, la creatività cresce là dove c’è ascolto, confronto,
diversità di culture, esperienze. In tempi di IA, la vera sfida non è competere con le
macchine, ma ricordare che si tratta di straordinari, potentissimi strumenti, che dobbiamo

saper governare. Promuovere la creatività umana significa puntare sull’educazione al
pensiero critico, sull’indipendenza e la curiosità, sul valore dell’esperienza e sul desiderio di
andare oltre, valorizzando ciò che ci rende unici: l’intenzionalità, la sensibilità, la visione.

Annamaria Testa, speaker allo Storytelling Festival 2025

Annamaria Testa

Perché e come coltivare il pensiero creativo ai tempi dell’IA

Con l’avvento dell’intelligenza artificiale, a cui chiunque può accedere per generare senza
sforzo immagini, testi e musica, dobbiamo domandarci che cosa distingue davvero
l’invenzione umana da quella algoritmica. Ma, per farlo con lucidità, ci tocca chiarire che
cosa intendiamo quando parliamo di creatività. Il paradigma condiviso dalla comunità
scientifica internazionale dice che “creatività” è la capacità di produrre idee, invenzioni o
scoperte che siano nuove (cioè inedite, originali) e appropriate (cioè utili, funzionali al
raggiungimento di uno scopo). In altre parole, la creatività non è immaginazione libera, ma
un’attività finalizzata del pensiero. E qui emergono alcune prime, rilevanti differenze con l’IA:
l’intelligenza artificiale può generare, ma non intendere. Non sa volere, non può voler fare.
Ricorda tutto, ma non è curiosa di niente. Nel corso dell’evoluzione, la creatività è stata il
motore della nostra sopravvivenza. Secondo Michael Tomasello, l’Homo sapiens è una
specie ultrasociale: la nostra forza risiede nel poter cooperare per ottenere un risultato
condiviso. Possiamo farlo perché possediamo un linguaggio articolato e simbolico, la più
potente invenzione creativa dell’essere umano. Ma per capire come funziona la creatività
non dobbiamo limitarci ai suoi risultati: tutto parte dai processi. E prima ancora, dalle
persone. E tutto è influenzato dai contesti, cioè dagli ambienti in cui le persone operano.
Comprendere le personalità creative –curiose, inquiete, aperte al rischio – è essenziale,
tanto quanto comprendere il loro modo non ortodosso di pensare e di lavorare. Per esempio,
uno degli stati mentali più fertili per la creatività è il flow, teorizzato da Mihály
Csíkszentmihályi: una condizione di profonda immersione in un’attività, nel corso della quale
il tempo scompare, l’attenzione e la dedizione sono assolute, e la gratificazione del fare è
piena e appagante. Dobbiamo infine chiederci che cosa favorisce o danneggia la creatività.
A livello individuale, servono libertà, tempo, stimoli, fiducia. E servono competenze,
formazione, pratica deliberata. Ma anche la fatica, l’errore, la frustrazione sono componenti
ineliminabili del lavoro creativo. Nei gruppi, la creatività cresce là dove c’è ascolto, confronto,
diversità di culture, esperienze. In tempi di IA, la vera sfida non è competere con le
macchine, ma ricordare che si tratta di straordinari, potentissimi strumenti, che dobbiamo

saper governare. Promuovere la creatività umana significa puntare sull’educazione al
pensiero critico, sull’indipendenza e la curiosità, sul valore dell’esperienza e sul desiderio di
andare oltre, valorizzando ciò che ci rende unici: l’intenzionalità, la sensibilità, la visione.

Dario Bassani

Raccontare la scienza in pace e in guerra

La ricerca scientifica e il mondo bellico intrecciano da sempre le proprie strade. È una
connessione che l’età moderna e quella contemporanea hanno reso più profonda che mai.
Oggi però assistiamo a un fenomeno nuovo: se i protagonisti tradizionali di questa alleanza
tra sapere e potenza militare sono gli stati, all’inizio del nuovo millennio alcune grandi
aziende private come Palantir e Anduril ne hanno ridefinito le condizioni e gli obiettivi. Profitti
immensi, tecnologie capaci di trasformare il mondo e armi che pongono questioni etiche
inedite sono nelle mani di pochi individui. Tutto questo avviene al riparo dallo sguardo della
società: quali sono le radici di questa svolta epocale? È tempo di rinnovare il racconto delle
luminose sorti del progresso scientifico e di immaginare un ruolo nuovo per scienziate e
scienziati, con l’aiuto di Karl Marx.

Dario Bassani, speaker allo Storytelling Festival 2025

Dario Bassani

Raccontare la scienza in pace e in guerra

La ricerca scientifica e il mondo bellico intrecciano da sempre le proprie strade. È una
connessione che l’età moderna e quella contemporanea hanno reso più profonda che mai.
Oggi però assistiamo a un fenomeno nuovo: se i protagonisti tradizionali di questa alleanza
tra sapere e potenza militare sono gli stati, all’inizio del nuovo millennio alcune grandi
aziende private come Palantir e Anduril ne hanno ridefinito le condizioni e gli obiettivi. Profitti
immensi, tecnologie capaci di trasformare il mondo e armi che pongono questioni etiche
inedite sono nelle mani di pochi individui. Tutto questo avviene al riparo dallo sguardo della
società: quali sono le radici di questa svolta epocale? È tempo di rinnovare il racconto delle
luminose sorti del progresso scientifico e di immaginare un ruolo nuovo per scienziate e
scienziati, con l’aiuto di Karl Marx.

Valentina Di Michele

Clicca, scrolla, convinci. Storia di una seduzione digitale

Attraverso pulsanti, microcopy e interfacce, il linguaggio orchestra le nostre scelte online, tra
design, storytelling aziendale e guerra cognitiva. Sveliamo i meccanismi nascosti dietro ogni
click, per hackerare il sistema e creare nuove narrazioni. Chiare, inclusive, rivoluzionarie.

Valentina Di Michele, speaker allo Storytelling Festival 2025

Valentina
Di Michele

Clicca, scrolla, convinci. Storia di una seduzione digitale

Attraverso pulsanti, microcopy e interfacce, il linguaggio orchestra le nostre scelte online, tra
design, storytelling aziendale e guerra cognitiva. Sveliamo i meccanismi nascosti dietro ogni
click, per hackerare il sistema e creare nuove narrazioni. Chiare, inclusive, rivoluzionarie.

CIAPE

Generazione Erasmus: dal racconto all’Europa. Workshop di co-progettazione

Generazione Erasmus è molto più di un ricordo universitario: è un’esperienza che continua a trasformare il modo in cui le persone vivono identità, partecipazione e cittadinanza europea. In questo workshop, aperto a chiunque voglia mettersi in gioco, partiremo dalle storie vere per trasformarle in idee progettuali concrete, fino a scrivere insieme la base di un nuovo progetto Erasmus+ che sarà candidato nei prossimi mesi. Non servono competenze tecniche: con strumenti semplici e attività interattive, scopriremo come dallo storytelling possa nascere un progetto europeo finanziabile. Un’occasione unica per entrare in un processo reale di europrogettazione, contribuendo in prima persona a un’iniziativa che potrà diventare realtà.

A cura di:

Eleonora Perotti
Irene De Laurentiis
Cassandra Menga

Logo Workshop Ciape

CIAPE

Generazione Erasmus: dal racconto all’Europa. Workshop di co-progettazione

Generazione Erasmus è molto più di un ricordo universitario: è un’esperienza che continua a trasformare il modo in cui le persone vivono identità, partecipazione e cittadinanza europea. In questo workshop, aperto a chiunque voglia mettersi in gioco, partiremo dalle storie vere per trasformarle in idee progettuali concrete, fino a scrivere insieme la base di un nuovo progetto Erasmus+ che sarà candidato nei prossimi mesi. Non servono competenze tecniche: con strumenti semplici e attività interattive, scopriremo come dallo storytelling possa nascere un progetto europeo finanziabile. Un’occasione unica per entrare in un processo reale di europrogettazione, contribuendo in prima persona a un’iniziativa che potrà diventare realtà.

A cura di:

Eleonora Perotti
Irene De Laurentiis
Cassandra Menga

Slide Queen

“Te lo spiego con un disegno?” – Il superpotere del visual storytelling nella comunicazione
aziendale

Quante volte hai dovuto spiegare un concetto complesso e hai pensato “come faccio?”
Semplice! Prova a usare il super potere del visual storytelling. Le immagini sono il linguaggio
universale che trasforma idee astratte in storie concrete e memorabili.
Dalle riunioni ai preventivi, dalle presentazioni ai dati complessi, le immagini ci permettano di
creare connessioni autentiche con il nostro pubblico e comunicare con efficacia.

Slide Queen, speaker allo Storytelling Festival 2025

Slide Queen

“Te lo spiego con un disegno?” – Il superpotere del visual storytelling nella comunicazione
aziendale

Quante volte hai dovuto spiegare un concetto complesso e hai pensato “come faccio?”
Semplice! Prova a usare il super potere del visual storytelling. Le immagini sono il linguaggio
universale che trasforma idee astratte in storie concrete e memorabili.
Dalle riunioni ai preventivi, dalle presentazioni ai dati complessi, le immagini ci permettano di
creare connessioni autentiche con il nostro pubblico e comunicare con efficacia.

Giovanna Loi, speaker allo Storytelling Festival 2025

Giovanna Loi

Il brand tra narrazione ed esperienze: dove le storie diventano strategia

Le storie non nascono sempre dalle parole: a volte prendono forma da un’alba sul mare, da un luogo che diventa emozione condivisa. Raccontare un brand significa allora trasformare i prodotti in esperienze e le esperienze in narrazione. Dal mare come palcoscenico ai grandi eventi culturali, il viaggio diventa un linguaggio universale: un intreccio di creatività e realtà che mostra come lo storytelling possa ispirare, unire e lasciare traccia.

Giovanna Loi, speaker allo Storytelling Festival 2025

Costa Crociere

Il brand tra narrazione ed esperienze: dove le storie diventano strategia

Le storie non nascono sempre dalle parole: a volte prendono forma da un’alba sul mare, da un luogo che diventa emozione condivisa. Raccontare un brand significa allora trasformare i prodotti in esperienze e le esperienze in narrazione. Dal mare come palcoscenico ai grandi eventi culturali, il viaggio diventa un linguaggio universale: un intreccio di creatività e realtà che mostra come lo storytelling possa ispirare, unire e lasciare traccia.

Francesca Marchegiano

Da che mondo è mondo

Che si tratti di una persona, di un brand o di un videogame, ogni mondo ha una coerenza
interna: regole, sfide, ricompense e forme di credo che lo rendono unico e riconoscibile.
Le storie sono “stargate” che permettono di entrare e restare all’interno di questi universi,
trasformando un ascoltatore in cliente, un gamer in fan, un incontro in relazione.
Le neuroscienze ci ricordano che “ciascuno è l’unico al mondo che vede ciò che vede”: per
questo, ogni narrazione diventa un punto di vista irripetibile sulla realtà.
Sta dunque a noi, come persone e come brand, scegliere se creare storie omologate,
superficiali e vuote, oppure originali, nutrienti e capaci di aprire possibilità nuove.

Francesca Marchegiano, speaker allo Storytelling Festival 2025

Francesca Marchegiano

Da che mondo è mondo

Che si tratti di una persona, di un brand o di un videogame, ogni mondo ha una coerenza
interna: regole, sfide, ricompense e forme di credo che lo rendono unico e riconoscibile.
Le storie sono “stargate” che permettono di entrare e restare all’interno di questi universi,
trasformando un ascoltatore in cliente, un gamer in fan, un incontro in relazione.
Le neuroscienze ci ricordano che “ciascuno è l’unico al mondo che vede ciò che vede”: per
questo, ogni narrazione diventa un punto di vista irripetibile sulla realtà.
Sta dunque a noi, come persone e come brand, scegliere se creare storie omologate,
superficiali e vuote, oppure originali, nutrienti e capaci di aprire possibilità nuove.

Matteo Fabbrini, speaker allo Storytelling Festival 2025
Chiara Gava, speaker allo Storytelling Festival 2025

Faba

Storytelling senza schermi e genitorialità consapevole

Oggi bambini e bambine imparano a “scrollare” prima di parlare. Ma esiste un’alternativa
all’utilizzo di schermi capace di stimolare l’immaginazione ed il linguaggio fin dai primi mesi:
il Raccontastorie di FABA. In questo talk, i due founder Matteo Fabbrini e Chiara Gava

raccontano la propria esperienza di genitori e come l’ascolto di contenuti audio possa
diventare uno strumento per supportare le famiglie nella routine di tutti i giorni. Un dialogo su
storie, genitorialità ed equilibrio digitale.

Matteo Fabbrini, speaker allo Storytelling Festival 2025
Chiara Gava, speaker allo Storytelling Festival 2025

Faba

Storytelling senza schermi e genitorialità consapevole

Oggi bambini e bambine imparano a “scrollare” prima di parlare. Ma esiste un’alternativa
all’utilizzo di schermi capace di stimolare l’immaginazione ed il linguaggio fin dai primi mesi:
il Raccontastorie di FABA. In questo talk, i due founder Matteo Fabbrini e Chiara Gava

raccontano la propria esperienza di genitori e come l’ascolto di contenuti audio possa
diventare uno strumento per supportare le famiglie nella routine di tutti i giorni. Un dialogo su
storie, genitorialità ed equilibrio digitale.

Aldo Macchi

Essere Freelance senza aprire partita IVA

“Gestire il lavoro da freelance sembra non avere alternative alla partita IVA. Eppure esistono modelli di imprese, come la cooperativa, che permettono di avere tutte le tutele di chi lavora come
dipendente, con le libertà del lavoro da freelance.”

Aldo Macchi, speaker allo Storytelling Festival 2025

Francesca Pedico

Essere Freelance senza aprire partita IVA

“Gestire il lavoro da freelance sembra non avere alternative alla partita IVA. Eppure esistono modelli di imprese, come la cooperativa, che permettono di avere tutte le tutele di chi lavora come
dipendente, con le libertà del lavoro da freelance.”

Andrea Girolami

Creator Masterclass – Scrolling Infinito

Scrolling Infinito presenta: Vittorio Pettinato Creator Masterclass
Paolo Crepet, Brunori Sas e ovviamente Roberto Gualtieri, sono alcune delle tante imitazioni
di Vittorio Pettinato, nuovo volto della comicità social italiana.
Con mezzo milione di follower tra Instagram e TikTok, Pettinato ha dimostrato come la
comicità può trovare nuove forme e energia nelle piattaforme d’intrattenimento.
Tutti dicono che per avere successo bisogna “essere sé stessi” ma Vittorio Pettinato
dimostra il contrario e sul palco ci racconterà come ci è riuscito e cosa ha imparato nel suo
percorso.

Andrea Girolami, speaker allo Storytelling Festival 2025

Andrea Girolami

Creator Masterclass – Scrolling Infinito

Scrolling Infinito presenta: Vittorio Pettinato Creator Masterclass
Paolo Crepet, Brunori Sas e ovviamente Roberto Gualtieri, sono alcune delle tante imitazioni
di Vittorio Pettinato, nuovo volto della comicità social italiana.
Con mezzo milione di follower tra Instagram e TikTok, Pettinato ha dimostrato come la
comicità può trovare nuove forme e energia nelle piattaforme d’intrattenimento.
Tutti dicono che per avere successo bisogna “essere sé stessi” ma Vittorio Pettinato
dimostra il contrario e sul palco ci racconterà come ci è riuscito e cosa ha imparato nel suo
percorso.

Luigi Nigro

Sempre di fretta. Come il mito della carriera ci ha reso più soli, poveri e infelici

Un viaggio attraverso gli eventi storici che hanno dato vita al “mito della carriera”. Partendo
dalle sue radici nella Rivoluzione Industriale fino all’attuale “Fast Life” digitale, esploreremo
come la cultura del lavoro e della produttività abbia plasmato la nostra psicologia e i nostri
comportamenti, condizionando relazioni e benessere personale. Scopriremo come
un’ideologia nata solo due secoli fa riesca oggi a influenzare profondamente la nostra
percezione della felicità, lasciandoci spesso soli, insoddisfatti e lontani da ciò che davvero
conta nella vita.

Luigi Nigro, speaker allo Storytelling Festival 2025

Luigi Nigro

Sempre di fretta. Come il mito della carriera ci ha reso più soli, poveri e infelici

Un viaggio attraverso gli eventi storici che hanno dato vita al “mito della carriera”. Partendo
dalle sue radici nella Rivoluzione Industriale fino all’attuale “Fast Life” digitale, esploreremo
come la cultura del lavoro e della produttività abbia plasmato la nostra psicologia e i nostri
comportamenti, condizionando relazioni e benessere personale. Scopriremo come
un’ideologia nata solo due secoli fa riesca oggi a influenzare profondamente la nostra
percezione della felicità, lasciandoci spesso soli, insoddisfatti e lontani da ciò che davvero
conta nella vita.

Francesca Pedico

Slow Word, Fast World – Come il Podcast ti salverà dallo scrolling compulsivo

Viviamo nell’epoca della velocità estrema: scroll compulsivi, feed che si aggiornano all’infinito, contenuti da sette secondi che durano meno di un respiro. In questo vortice, il podcast rappresenta un paradosso e un antidoto: una voce lenta in un mondo veloce, capace di restituire intimità, attenzione e profondità. Lo speech indagherà come e perché il podcast non sia solo un mezzo narrativo, ma un rifugio culturale e un atto di resistenza contro l’effimero. Attraverso esperienze concrete e riflessioni sul rapporto tra voce, tempo e comunità, verrà mostrato come le storie lente non solo sopravvivono alla corsa del digitale, ma la vincono, creando legami autentici e memorabili.

Francesca Pedico, speaker allo Storytelling Festival 2025

Francesca Pedico

Slow Word, Fast World – Come il Podcast ti salverà dallo scrolling compulsivo

Viviamo nell’epoca della velocità estrema: scroll compulsivi, feed che si aggiornano all’infinito, contenuti da sette secondi che durano meno di un respiro. In questo vortice, il podcast rappresenta un paradosso e un antidoto: una voce lenta in un mondo veloce, capace di restituire intimità, attenzione e profondità. Lo speech indagherà come e perché il podcast non sia solo un mezzo narrativo, ma un rifugio culturale e un atto di resistenza contro l’effimero. Attraverso esperienze concrete e riflessioni sul rapporto tra voce, tempo e comunità, verrà mostrato come le storie lente non solo sopravvivono alla corsa del digitale, ma la vincono, creando legami autentici e memorabili.

Mafe De Baggis

Avanti veloce (il mondo visto da un futuro)

Da qui, dal futuro, racconto le storie mai vissute, le vite mai nate, le città mai costruite.
Racconto anche come le nostre narrazioni, spaventate, opportuniste, pigre, hanno plasmato
il mondo più profondamente di quanto credevamo: ci siamo raccontati illusioni che abbiamo
finito per abitare, dimenticando che le storie che scegliamo di raccontare diventano realtà. E
forse, dal nostro domani incerto, potremo imparare a non ripetere gli errori che ancora ci
aspettano. Perché siamo ancora qua

Mafe De Baggis, speaker allo Storytelling Festival 2025

Mafe De Baggis

Avanti veloce (il mondo visto da un futuro)

Da qui, dal futuro, racconto le storie mai vissute, le vite mai nate, le città mai costruite.
Racconto anche come le nostre narrazioni, spaventate, opportuniste, pigre, hanno plasmato
il mondo più profondamente di quanto credevamo: ci siamo raccontati illusioni che abbiamo
finito per abitare, dimenticando che le storie che scegliamo di raccontare diventano realtà. E
forse, dal nostro domani incerto, potremo imparare a non ripetere gli errori che ancora ci
aspettano. Perché siamo ancora qua

Simona Ruffino

L’amore è un gesto cognitivo

“Quello che sembra facile, ovvio, scontato, in realtà è il risultato di una complessità
necessaria. La comunicazione efficace altro non è che l’interazione della stimolazione
sensoriale con la Neurofisiologia umana.
Comunicare è un gesto d’amore e anche l’amore in sé è un gesto cognitivo.

Simona Ruffino, speaker allo Storytelling Festival 2025

Simona Ruffino

L’amore è un gesto cognitivo

“Quello che sembra facile, ovvio, scontato, in realtà è il risultato di una complessità
necessaria. La comunicazione efficace altro non è che l’interazione della stimolazione
sensoriale con la Neurofisiologia umana.
Comunicare è un gesto d’amore e anche l’amore in sé è un gesto cognitivo.

Emanuele Frontoni

AI Human + Machine – Lo storytelling dell’AI e con l’AI

Un viaggio tra storie di AI per comprendere come si raccontano esperienze di collaborazione
tra umani e intelligenza artificiale e come questo nuovo mondo non solo arricchisce, ma
trasforma i paradigmi tradizionali di storytelling, creando nuove forme di esperienze
immersive e coinvolgenti.

Emanuele Frontoni, speaker allo Storytelling Festival 2025

Emanuele Frontoni

AI Human + Machine – Lo storytelling dell’AI e con l’AI

Un viaggio tra storie di AI per comprendere come si raccontano esperienze di collaborazione
tra umani e intelligenza artificiale e come questo nuovo mondo non solo arricchisce, ma
trasforma i paradigmi tradizionali di storytelling, creando nuove forme di esperienze
immersive e coinvolgenti.

Donata Columbro

Perché contare i femminicidi è un atto politico

Contare i femminicidi non è un esercizio di precisione statistica, ma un atto politico. In Italia
non esiste un registro ufficiale dei femminicidi, e il modo in cui vengono classificati gli omicidi
di donne rispecchia un sistema che spesso minimizza la violenza di genere. Chi decide cosa
contare? E soprattutto, chi ha il potere di negare la rilevanza dei numeri? In Perché contare i
femminicidi è un atto politico, Donata Columbro, giornalista e divulgatrice esperta di dati,
decostruisce l’idea della neutralità statistica e mostra come il conteggio dei femminicidi sia
una questione di potere e resistenza.
Attraverso un resoconto tra storia, giornalismo d’inchiesta e attivismo, Columbro esplora il
modo in cui i femminicidi vengono registrati nei dati ufficiali e rivela molto sulla percezione
istituzionale della violenza di genere. Il lavoro di raccolta dati condotto dai movimenti
femministi e dalle associazioni assume un’importanza cruciale: questi attori forniscono una
documentazione più accurata e dettagliata, offrendo una rappresentazione fedele della
realtà. Perché contare i femminicidi è un atto politico non è, però, solo un’analisi tecnica, ma
un appello a riconoscere la violenza di genere anche attraverso le sue rappresentazioni
numeriche. Perché i numeri sono storie, le statistiche sono strumenti di potere, e contare
significa dare visibilità a chi non ha voce.

Donata Columbro, speaker allo Storytelling Festival 2025

Donata Columbro

Perché contare i femminicidi è un atto politico

Contare i femminicidi non è un esercizio di precisione statistica, ma un atto politico. In Italia
non esiste un registro ufficiale dei femminicidi, e il modo in cui vengono classificati gli omicidi
di donne rispecchia un sistema che spesso minimizza la violenza di genere. Chi decide cosa
contare? E soprattutto, chi ha il potere di negare la rilevanza dei numeri? In Perché contare i
femminicidi è un atto politico, Donata Columbro, giornalista e divulgatrice esperta di dati,
decostruisce l’idea della neutralità statistica e mostra come il conteggio dei femminicidi sia
una questione di potere e resistenza.
Attraverso un resoconto tra storia, giornalismo d’inchiesta e attivismo, Columbro esplora il
modo in cui i femminicidi vengono registrati nei dati ufficiali e rivela molto sulla percezione
istituzionale della violenza di genere. Il lavoro di raccolta dati condotto dai movimenti
femministi e dalle associazioni assume un’importanza cruciale: questi attori forniscono una
documentazione più accurata e dettagliata, offrendo una rappresentazione fedele della
realtà. Perché contare i femminicidi è un atto politico non è, però, solo un’analisi tecnica, ma
un appello a riconoscere la violenza di genere anche attraverso le sue rappresentazioni
numeriche. Perché i numeri sono storie, le statistiche sono strumenti di potere, e contare
significa dare visibilità a chi non ha voce.

Valentina Vellucci

The Future of Storytelling (è un Excel). Un finto TED Talk che inizia con grandi visioni e
finisce a litigare per i pixel in approvazione.

“Hai presente quando l’agenzia dice “storytelling emozionale” e l’azienda capisce “video
emozionale, ma in 9:16, 16:9, 1:1, entro domani, senza budget”?
Ecco. Questo spettacolo è per te.
Un pezzo di stand-up comedy feroce e autoironico che attraversa i due mondi più fraintesi e
in guerra fredda della comunicazione: quello delle agenzie, dove tutto è “”creativo ma
strategico””, e quello delle aziende, dove ogni idea viene massacrata da 7 livelli di
approvazione e un brief di 3 righe.
Tra brainstorming che diventano psicodrammi, slide inviate “in bozza ma definitive”, brand
voice schizofreniche e copy che non passano il legal, questo spettacolo smonta — ridendo
— il grande mito dello storytelling aziendale.
Perché dietro ogni narrazione perfetta… c’è un gruppo di persone confuse su chi dovesse

mandare la mail.
Spoiler: non finisce bene. Ma si ride.”

Valentina Vellucci, speaker allo Storytelling Festival 2025

Valentina Vellucci

The Future of Storytelling (è un Excel). Un finto TED Talk che inizia con grandi visioni e
finisce a litigare per i pixel in approvazione.

“Hai presente quando l’agenzia dice “storytelling emozionale” e l’azienda capisce “video
emozionale, ma in 9:16, 16:9, 1:1, entro domani, senza budget”?
Ecco. Questo spettacolo è per te.
Un pezzo di stand-up comedy feroce e autoironico che attraversa i due mondi più fraintesi e
in guerra fredda della comunicazione: quello delle agenzie, dove tutto è “”creativo ma
strategico””, e quello delle aziende, dove ogni idea viene massacrata da 7 livelli di
approvazione e un brief di 3 righe.
Tra brainstorming che diventano psicodrammi, slide inviate “in bozza ma definitive”, brand
voice schizofreniche e copy che non passano il legal, questo spettacolo smonta — ridendo
— il grande mito dello storytelling aziendale.
Perché dietro ogni narrazione perfetta… c’è un gruppo di persone confuse su chi dovesse

mandare la mail.
Spoiler: non finisce bene. Ma si ride.”