Storytelling per Non Profit, Fundraising e Terzo Settore

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Storytelling per Non Profit, Fundraising e Terzo Settore

Storytelling e terzo settore: come usarlo per associazioni ed enti non profit e per comunicare il sociale

In un mondo dove le informazioni viaggiano alla velocità della luce e l’attenzione è una risorsa sempre più rara, lo storytelling per il non profit diventa uno strumento capace di guidare onlus, associazioni e realtà del terzo settore nella gestione della propria comunicazione. Lo storytelling un’arte antica quanto l’uomo, ma nella sua moderna applicazione al fundraising e alle cause sociali, diventa uno strumento essenziale per toccare il cuore delle persone e mobilitare risorse. In questo articolo, scopriremo insieme perché narrare una storia non è solo un modo per raccontare, ma un veicolo potente per coinvolgere, sensibilizzare e spingere all’azione. Sei pronto a immergerti nel racconto del sociale e a scoprire come l’arte dello storytelling possa diventare la chiave di volta per la tua organizzazione non profit? Continua a leggere per esplorare questo universo narrativo dove ogni parola conta e ogni storia può fare la differenza.

prersona mette moneta in barattolo raccolta fondi persuasa dallo storytelling per il no profit dell'associazione

Lo Storytelling nel Non Profit

Nell’universo del non profit e del terzo settore, la comunicazione non è soltanto un ponte verso il pubblico, ma il cuore pulsante di ogni attività di sensibilizzazione e raccolta fondi. Organizzazioni cariche di missioni nobili e di storie toccanti si trovano spesso ad affrontare una sfida ardua: emergere in un oceano di messaggi e catturare l’attenzione in un contesto mediatico sovraccarico. Ecco dove entra in gioco lo storytelling per il non profit e il fundraising, trasformando la narrazione in una leva potente per raggiungere gli obiettivi, siano essi ispirare, fare comunità o stimolare donazioni.

La valorizzazione della narrazione permette di produrre messaggi forti che vanno oltre la semplice presentazione di dati e fatti; si tratta di tessere trame emotive che colpiscono l’immaginario collettivo e lasciano un’impronta indelebile. Tuttavia, molte associazioni, pur essendo cariche di significati e finalità profonde, si trovano a corto di parole quando si tratta di raccontare la propria storia in modo efficace.

Lo storytelling applicato al non profit è quindi un’arte che va ben oltre il mero “affabulare”. Si tratta di un processo strategico che richiede la capacità di costruire una connessione emotiva con il target di riferimento, suscitando emozioni che possono trasformarsi in donazioni, sostegno permanente e relazioni di fiducia da coltivare con cura. Che sia attraverso i social media, l’email marketing o campagne narrative più ampie, una storia ben raccontata può fare la differenza tra l’essere ascoltati o ignorati.

Ecco perché lo storytelling è così cruciale: non è semplicemente “raccontare le storie” online, ma è un modo per far vibrare l’anima dei potenziali donatori, coinvolgendoli in un fil rouge emotivo che li motiva a sostenere la causa. Per le attività del terzo settore, evitare i cliché e le narrazioni pietistiche è fondamentale; occorre ripensare la comunicazione del sociale partendo dai valori dell’organizzazione e utilizzando lo storytelling come strumento privilegiato per trasmettere amore, sensazioni ed emozioni condivise. In questo modo, anche nel digitale si può creare una comunicazione efficace che convinca i donatori a compiere le azioni desiderate.

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Nel cuore di ogni organizzazione non profit batte una storia che merita di essere raccontata. Ma come assicurarsi che queste storie toccano davvero il cuore delle persone e spingano all’azione? Scopri le tecniche di storytelling che fanno la differenza partecipando allo Storytelling Festival 2024. Un’opportunità unica per imparare a raccontare la tua causa in modo coinvolgente e memorabile.

Utilizzare le storie per raccontare il sociale

Nel cuore dell’attività di ogni ente non profit e organizzazione del terzo settore batte una storia, o meglio, una serie di storie intessute di umanità, speranza e cambiamento. Ma cosa intendiamo esattamente quando parliamo di “storie” in questo contesto? Non si tratta di semplici aneddoti o racconti pietistici che suscitano compassione, bensì di narrazioni autentiche che mettono in luce valori umani universali e stimolano l’empatia. La storia di un’organizzazione deve essere un antidoto ai cliché, un racconto che eviti la trappola di ridurre il sociale a una questione di mera beneficenza.

Una storia efficace ha il potere di rendere palpabile e concreta l’azione sociale, rendendo superfluo quel blocco di informazioni o dati che spesso rischia di risultare freddo e distante. Le organizzazioni non profit devono pertanto imparare a navigare i cambiamenti culturali senza perdere il proprio senso di umanità, quel fattore che rende le storie tanto potenti quanto necessarie.

Lo abbiamo visto per diversi ambiti, dallo storytelling politico al food storytelling, la costruzione di una narrazione duratura e sincera è fondamentale; una storia coerente nel tempo consolida la fiducia e la credibilità dell’organizzazione. In un’epoca digitale caratterizzata dalla velocità e dall’immediatezza, le organizzazioni devono trovare il modo di coniugare solidità narrativa e agilità comunicativa per costruire relazioni di valore con donatori e sostenitori.

Un racconto efficace nel terzo settore va oltre la mera scrittura creativa; richiede una strategia ben ponderata che tenga conto del contesto di riferimento e delle aspettative del pubblico. Comunicare con efficacia significa farsi capire, toccare il cuore delle persone e farle sentire parte della storia che si sta raccontando. In questo modo, si esercita la fantasia e si costruisce un “diario di bordo” trasparente e naturale che rifletta l’identità dell’organizzazione, usando la semplicità e la brevità come alleati per raggiungere chiarezza e impatto emotivo.

Elementi e tecniche dello storytelling nel Non Profit

Nel settore non profit, lo storytelling è una forma raffinata di marketing narrativo che richiede una pianificazione strategica attenta. Per le organizzazioni, il racconto non si limita a una serie di messaggi commoventi; è una componente cruciale del piano di comunicazione che deve considerare il posizionamento di mercato, gli obiettivi di marketing e un piano editoriale per la creazione e la distribuzione dei contenuti. Questo implica la scelta di uno stile narrativo adatto e l’identificazione dei canali più efficaci per raggiungere il pubblico desiderato.

Una narrazione efficace nel non profit segue alcune regole fondamentali: innanzitutto, la chiarezza è essenziale per garantire che il messaggio sia facilmente comprensibile. L’autenticità è un altro pilastro fondamentale; le storie devono essere vere e riflettere con sincerità la missione e i valori dell’organizzazione. Questo significa evitare esagerazioni o distorsioni che potrebbero danneggiare la credibilità a lungo termine. Sono elementi comuni allo storytelling giornalistico.

È altresì importante che l’organizzazione abbia una strategia di storytelling coesa che si estenda attraverso vari canali di comunicazione. Dalle piattaforme social ai rapporti annuali, dai siti web alle campagne di email marketing, ogni punto di contatto dovrebbe contribuire a un racconto omogeneo che rinforzi l’identità dell’ente e promuova il coinvolgimento emotivo. Attraverso una narrazione coerente, le organizzazioni non profit possono costruire una connessione più profonda con il loro pubblico, stimolando l’azione e sostenendo gli obiettivi di fundraising e sensibilizzazione.

memebro di associazione non profit spiega a volontari raccolti grazie allo storytelling per il terzo settore la raccolta dei rifiuti

Come usare lo storytelling per il non profit e terzo settore

Per costruire una storia impattante nel settore non profit e del terzo settore, è essenziale seguire alcuni step fondamentali che formano la struttura portante di ogni narrazione efficace. Ecco gli elementi chiave:

  • Il Protagonista: Identificare il personaggio principale è il primo passo. Questo potrebbe essere un beneficiario del progetto o un membro dell’organizzazione. È essenziale che il pubblico possa identificarsi con lui o lei attraverso dettagli memorabili come nome, sfondo e obiettivi.
  • La Sfida: Ogni storia ha un conflitto o una difficoltà da superare. Nel contesto non profit, questa sfida è spesso legata alla missione dell’organizzazione, come la lotta contro la povertà o l’accesso all’istruzione.
  • La Risoluzione: Le azioni dell’organizzazione portano alla soluzione del problema. È importante mostrare come l’intervento dell’ente abbia un impatto positivo, cambiando la vita dei protagonisti in meglio.
  • Mostrare i Risultati: È fondamentale evidenziare i progressi e i successi ottenuti grazie al lavoro dell’organizzazione. Questo passaggio rinforza il messaggio e motiva ulteriormente i donatori.
  • Call to Action: Inserire una chiamata all’azione efficace è cruciale. Dopo aver coinvolto emotivamente il lettore, è il momento di invitarlo a partecipare attivamente al cambiamento proposto dall’organizzazione.

Riguardo allo stile narrativo, esistono diverse tecniche adatte al non profit. Tuttavia, indipendentemente dallo stile scelto, è importante che la storia sia costruita con obiettivi SMART (Specifici, Misurabili, Raggiungibili, Pertinenti e Definiti nel tempo) e che il personaggio sia connesso agli obiettivi della charity.

Il racconto dovrebbe iniziare delineando chiaramente il personaggio e le sue sfide, proseguire attraverso i tentativi falliti di superare l’ostacolo, fino a raggiungere un climax che porti alla soluzione del conflitto. Ricordatevi che non è l’organizzazione ad essere l’eroe, ma il beneficiario.

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In conclusione, per creare una storia convincente nel non profit e terzo settore, è necessario fare un lavoro di introspezione sulle sfide da affrontare e mostrare come l’organizzazione possa aiutare i protagonisti a raggiungere un lieto fine. Con questi elementi ben in mente, sarete in grado di coinvolgere emotivamente il pubblico e stimolare l’azione verso la vostra causa.

Stili e strategie di storytelling per il non profit

La scelta dello stile e della strategia di storytelling è cruciale per il terzo settore, in quanto determina il modo in cui la storia dell’organizzazione viene percepita e la reazione emotiva del pubblico. Esploriamo insieme le diverse tipologie di narrazione che possono essere utilizzate:

Lo storytelling emotivo

Questo stile punta a toccare le corde emotive del pubblico, invitando i lettori a immedesimarsi nei protagonisti. La struttura narrativa si basa su un “Mondo Ordinario”, l’introduzione di un problema, la sua risoluzione e il “Nuovo Mondo Ordinario”. È uno stile particolarmente efficace nel non profit perché enfatizza il ruolo dell’organizzazione nel migliorare la vita dei beneficiari.

Lo storytelling istituzionale

Qui, l’organizzazione diventa la protagonista, con una narrazione che mette in luce la sua storia, i suoi valori, i successi ottenuti e gli obiettivi futuri. Questo approccio mira a costruire fiducia e credibilità, mostrando la serietà e l’impegno dell’ente.

Lo storytelling giornalistico

Simile al giornalismo investigativo, lo storytelling giornalistico si concentra sulla mission dell’organizzazione e sull’importanza del suo lavoro. Attraverso l’utilizzo di dati e fonti esterne, questa tipologia di storytelling mira ad informare ed educare il lettore sui temi trattati dall’ente.

Oltre a questi tre stili principali, esistono altre forme di narrazione che possono essere adattate al contesto non profit:

Data storytelling

Il data storytelling utilizza dati statistici per raccontare una storia convincente e basata sui fatti. È utile per dimostrare l’impatto dell’organizzazione attraverso numeri e risultati concreti.

Visual storytelling

Sfrutta il potere delle immagini per comunicare messaggi complessi in modo semplice e immediato. Fotografie, video e infografiche possono essere strumenti potenti per trasmettere la missione e le attività dell’ente.

Ethical storytelling

Si concentra sul raccontare storie in modo etico e rispettoso, senza sfruttare o sensazionalizzare le esperienze dei beneficiari. Questo stile enfatizza la dignità e l’autonomia delle persone coinvolte.

Micro-storytelling

Perfetto per i social media, consiste nel raccontare storie brevi ma impattanti che possano essere condivise rapidamente e che siano in grado di catturare l’attenzione in pochi secondi.

Ogni stile ha le sue peculiarità e può essere scelto in base agli obiettivi specifici dell’organizzazione non profit. È importante valutare quale approccio possa generare la maggiore empatia e coinvolgimento da parte del pubblico, portando così a un maggior supporto alla causa.

memebro di associazione non-profit raccoglie firme usando tecniche di storytelling per il terzo settore

Consigli per uno storytelling non profit di successo

Per garantire che il vostro storytelling nel non profit sia efficace e lasci un’impronta duratura, ecco alcuni consigli chiave:

  • Siate chiari e concisi: la semplicità aiuta a mantenere l’attenzione del pubblico.
  • Evitate l’uso eccessivo di cifre e percentuali: i numeri possono essere utili, ma non devono sovrastare la narrazione.
  • Strutturate la storia con un inizio, un climax e un finale: ogni storia ha bisogno di un arco narrativo completo.
  • Costruite intorno a un personaggio specifico: le persone si relazionano meglio con storie personali e umane.
  • Se necessario, cambiate la storia per allinearla alla vostra mission.
  • Conoscete il vostro pubblico: capite cosa motiva i vostri sostenitori.
  • Restate in ascolto delle storie che circondano la vostra organizzazione: spesso sono fonte di ispirazione.
  • Usate lo storytelling per obiettivi concreti come raccolta fondi, acquisizione di volontari o visibilità.
  • Siate autentici e evitate il linguaggio commerciale: l’autenticità è la chiave per connettersi con il pubblico.
  • Mantenete un equilibrio tra emozioni negative e positive: troppo dramma o troppa gioia possono essere controproducenti.
  • Utilizzate tutti e cinque i sensi nelle vostre storie, sia scritte che visive.
  • Includete una call to action chiara: dite al pubblico come può contribuire attivamente alla vostra causa.
  • Scegliete i canali giusti per la diffusione della vostra storia, come siti web, blog o social media.
  • Assicuratevi che il messaggio principale sia chiaro e diretto.
  • Fate pianificazione strategica e valutate i momenti migliori per condividere le vostre storie.
  • Emozionate e condividete storie coerenti con il vostro tone of voice.
  • Comunicate l’impatto che il lettore o donatore può avere sulla vostra causa.
  • Monitorate l’andamento delle vostre campagne narrative.
  • Ricordate che la fine di una storia è solo l’inizio di un’altra, invitate il pubblico a diventare parte attiva della vostra missione. 
  • Non limitatevi a chiedere azioni superficiali come mettere like; coinvolgete le persone affinché si sentano parte integrante del vostro viaggio.
  • Sperimentate nuove forme di comunicazione e trovate lo stile che meglio rappresenta la vostra identità.

La sfida di ogni ente non profit è emergere in un mondo sovraccarico di messaggi. La chiave? Una storia ben raccontata che lasci un’impronta indelebile.

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