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Una settimana su la Circle

La Circle, la community a investimento in cui crescere professionalmente e coltivare competenze, ha aperto i battenti la scorsa settimana e le conversazioni sono già animate. I moderatori delle varie stanze tematiche – Crescita personale, Crescita professionale, Content & Storytelling, Branding, Lavorare da freelance e Gestione del tempo – hanno avviato il percorso di formazione continua e di coinvolgimento dei membri de La Circle, stimolando domande e riflessioni. Ne ho selezionate 3, tra oltre i 50 post già pubblicati, per darti un’idea di cosa succede in questo spazio.

Dove sono le idee? di Cristiano Carriero

Quello che inizia domani è un percorso molto ambizioso. Andremo alla ricerca di storie, e lo faremo partendo dalla realtà che ci circonda. Sarà una ricerca continua, che ci permetterà di allenare il muscolo dello storytelling per poterlo utilizzare a lavoro e non solo: per la scrittura di racconti, mentre facciamo un post, quando pensiamo ad un progetto. Ma dove si trovano le idee? Lo scopriamo da domani, e iniziamo dai… muri.

Intanto una domanda voglio fartela: tu dove trovi le idee? Hai un metodo? O ti lasci ispirare giorno dopo giorno?

ps: mi interessa sapere anche come ti piace raccontare. Se preferisci la forma scritta, i video, i podcast, una presentazione o l’improvvisazione.

Fammelo sapere, ci tengo.

Cosa intendiamo per crescita professionale? di Luisa Ruggero

Il mondo del lavoro sta diventando sempre più competitivo e cambia costantemente, quindi lo sviluppo professionale e l’apprendimento continuo sono più importanti che mai per riuscire ad emergere e distinguersi. Le tecnologie e le migliori pratiche si evolvono e progrediscono in ogni settore, rendendo cruciale per i professionisti, sia nuovi che esperti, continuare a sviluppare le loro competenze e affinare le loro conoscenze. Al giorno d’oggi, ognuno di noi e’ responsabile del suo sviluppo personale e professionale e deve cercare le giuste opportunità, indipendentemente se si lavora come freelance o come dipendenti.

Cosa significano crescita professionale e crescita personale?

La **crescita professionale **riguarda l’acquisizione di nuove competenze ed esperienze. Ciò significa che il tuo sviluppo è legato al tuo ruolo attuale o al ruolo che vuoi fare dopo.

La crescita personale va di pari passo con la crescita professionale – quindi se vuoi progredire nella tua carriera, devi prima svilupparti personalmente. Solo così sarai in grado di gestire le tue paure, assumerti maggiori responsabilità e avere successo con sfide più grandi.

Perché lo sviluppo professionale è importante?

Lo sviluppo professionale non riguarda unicamente la scalata al successo o il guadagno di più soldi, come molti sono portati a pensare. Si tratta anche di evitare la stagnazione nella tua professione o identita’ professionale e di evolverti con un occhio al futuro. Se se qui in questa stanza, non sei di quelle persone che si accontentano dello status quo per cui sei consapevole che, cosi’ come il mondo intorno a noi cambia a velocita’ supersonica oramai, anche noi evolviamo ed e’ importante assecondare e dare voce a questo nostro bisogno interiore.

Quali sono alcuni esempi di opportunità di sviluppo professionale?

La formazione, intesa nel modo tradizionale dove un discente impara con il supporto di un docente, non e’ il solo ed unico modo di crescere professionalmente. Anzi! Direi che in un mondo cosi’ volatile. questo sta cedendo sempre piu’ il passo ad un approccio dove si combinano diverse modalita’ che contribuiscono a creare un’esperienza di apprendimento/sviluppo su base continua. Si parla molto di “Countinuous Learning“, prendendo spunto dal concetto di “Continuous Improvement” tipico della cultura Lean che ha cambiato il modo di lavorare su processi e prodotti in ambito industriale.

Vediamo alcuni esempi quindi di situazioni dove possiamo imparare e crescere professionalmente:

    • Gestire budget più grandi, più persone o progetti più grandi
    • Frequentare una formazione professionale
    • Fare volontariato
    • Assumere un ruolo per cui non abbiamo il 100% di competenze per acquisire esperienza, conoscenza o skill specifiche
    • Fare formazione, presentazioni o diventare speaker per un argomento di cui siamo esperti
    • […]

E molti altri, questi sono solo degli esempi veloci in una moltitudine davvero incredibile di incipit che ci possono aiutare nel perseguire il nostro sviluppo. La formazione non riguarda solo l’apprendimento. Devi anche trovare opportunità per usare le tue nuove conoscenze e competenze. Ma non tutte le opportunità saranno giuste per te e potrebbero non adattarsi al tuoi percorso, quindi scegli con attenzione.

Si, ma da dove partiamo?

Beh, dalla definizione del nostro obiettivo. Non parlo necessariamente di grandi obiettivi, anzi! Se sono grandi, scomponiamoli senno’ il rischio di insuccesso aumenta! Partiamo dall’identificazione di chi siamo oggi, lavorativamente parlando, e di chi vogliamo essere domani. Dove per domani possiamo intendere diverse linee temporali: tra un mese, tre mesi, 6 mesi o un anno. Iniziamo da qui.

Perché riconosciamo le immagini stock? di Valentina Vellucci

Questa è una domanda che mi attanaglia  la mente da sempre. Non tanto quanto la successiva domanda consequenzialmente giusta, ovvero, “Ma perché diamine continuiamo a usarle se tanto tutti sanno che sono mega stock impersonali con un logo appiccicato sopra?” Torniamo a noi ora. Una domanda alla volta. Ho fatto un po’ di ricerca sul tema e, alla fine di questa riflessione, troverete un elenco di letture utili per approfondire l’oscuro abisso delle immagini stock.

Nella costruzione di una social media strategy, il look & feel visuale gioca un ruolo di grande (e grave) peso.

Al di là delle buone intenzioni, spesso, per motivi di tempo, budget, distanza etc, si finisce sempre per portare “in struttura” immagini stock dal sapore freddo che rendono la nostra strategia “bella solo per le slide”. Sono anni che professionalmente viaggio fra una banca immagini e l’altra. Mi sono fatta molti amici: dalla nota cinese di shutterstock fino al mio personalissimo “divano dell’asocialità”, un divano dove chiunque prende posto diventa asociale e continua a guardare il cellulare. Quello che mi chiedo è come mai il nostro cervello, sin dal momento 0, riesce a decodificare le immagini stock e distinguerle da quelle vere.

Documentandomi on line, ho scoperto che si tratta della nostra capacità di leggere micro-espressioni facciali anche nelle foto, tali per cui riusciamo a riconoscere in maniera immediata un’emozione “in posa” da una naturale. Non si tratta di un talento realmente innato. Maggiore è la nostra esposizione alle foto stock, maggiore è la capacità di apprendimento del cervello nel riconoscere microespressioni e trattamento fotografico che costituiscono il paradigma dell’immagine stock. La questione è semplice: l’essere umano, per sua capacità di lettura di altri essere umani ritratti in posa e grazie a un processo di sovraesposizione, ha imparato a riconoscere  le immagini stock.

Questo processo, porta una registrazione mnemonica attribuita al brand che le utilizza “non positiva”, non veritiera. […]

Quali soluzioni siete prontə ad adottare nella vostra strategia di SMM per ottimizzare la vostra presenza on line e renderla efficace?

Ora tocca a te

Per partecipare a queste e ad altre conversazioni, confrontandoti con i moderatori e con gli altri membri, non ti resta che iscriverti ed entrare ne La Circle.

 
 
 
Luca Conti

Luca Conti

Dal 2002 ho aperto il mio primo blog, Pandemia.info, che nel tempo mi ha reso noto, nella blogosfera italiana e anche fuori. Dal 2006 ho avviato una attività giornalistica da freelance, prima con Il Sole 24 Ore, poi con altre testate, tra cui Class, Il Secolo XIX, Starbene, Rainews 24. La mia attività principale è stata di consulenza e formazione, dal 2007 al 2019, come libero professionista nella consulenza sul marketing digitale e più precisamente in quello che si definisce social media marketing (usare i social network per marketing e comunicazione). Oggi, Febbraio 2019, non più. Ho deciso di allontanarmi dal mondo dei social media perché esprimono valori in cui non mi riconosco più.