loader image

Il valore del tempo libero senza interruzioni

Non abbiamo avuto, complessivamente, mai così tanto tempo a disposizione. Eppure questo tempo in più non ce lo godiamo e non riusciamo neanche a rilassarci come vorremmo. Questo è il paradosso dell’autonomia (del lavoro) e e l’effetto della fragmentazione del tempo libero. È giunto il momento di riconoscere le trappole più frequenti e riprendere il controllo del nostro tempo e del nostro benessere psicofisico.

La frammentazione

Finalmente è venerdì. Sei riuscita ad arrivare a casa a smettere di lavorare a un orario decente e hai un’ora tonda tonda prima di metterti a preparare cena o a uscire per una serata in compagnia. C’è quel libro che hai comprato l’ultima settimana e che ti attende paziente per essere preso in mano. Ti metti comoda, fai un bel respiro, cominci a leggere. Non finisci la prima pagina che le interruzioni cominciano a minacciare il tuo relax.

Prima ricevi un SMS dall’amico che sta organizzando i dettagli della serata. Leggi, rispondi, ma non finisce qui. Il coordinamento richiede tempo e nell’arco di un’ora ne ricevi altri 3, a cui rispondi tempestivamente. Nel mezzo ti arriva una notifica da Twitter: qualcuno ha interagito con un tuo tweet. Curiosa, apri l’app e controlli. Niente di straordinario, ma l’interruzione ti spinge a dare una sbirciatina alle ultime notizie filtrate dai tuoi contatti social. Chiudi e provi a riprendere il filo della pagina, ma l’occhio percepisce qualcosa di luminoso. Si tratta ancora del tuo smartphone, dove questa volta è un’email di lavoro che ti raggiunge. Il weekend è cominciato e non hai alcuna ragione per leggere, men che meno rispondere a quel messaggio, ma visto il mittente decidi di aprire la posta e di inviare una risposta veloce, per portarti avanti sul lunedì.

A un certo punto si attiva un allarme: è sempre lo smartphone che ti ricorda che dovevi chiamare tua madre per confermare un invito a cena la domenica. Chiami e passano un altro paio di minuti. Ritorni al libro, tra una notifica e l’altra, finché è passata un’ora e neanche te ne sei accorta. Il misero bilancio dell’ora tutta per te è che non sei riuscita neanche a completare il primo capitolo e non ti sei rilassata affatto. Come è stato possibile?

Il prezzo delle interruzioni

Il motivo per cui non ti senti rilassata è dovuto alle continue interruzioni e non al tempo totale delle stesse. Già il fatto che tu permetta al tuo smartphone di interromperti con notifiche, per lo più non urgenti, la dice lunga sulla tua percezione del costo delle interruzioni. Ogni volta che la tua mente deve cambiare l’oggetto a cui pone attenzione svolge un lavoro, che ha un impatto sull’energia mentale e sulla capacità di concentrarti. Ritrovare il filo del discorso, anche solo dopo esserti distratta qualche secondo o qualche minuto, a causa di una notifica – per un tweet, una email, un allarme, una notizia fresca – richiede del tempo. Il multitasking non esiste. Il tuo cervello è in grado di ascoltare un solo interlocutore per volta, seguire un programma televisivo per volta, leggere una pagina per volta. Ogni volta che salti da un’attività all’altra, per quanto veloce possa essere questo passaggio, la tua attenzione cala.

Puoi scegliere di vivere in un mondo diverso

Se tutte le persone che vivono e lavorano intorno a te credono che i comportamenti descritti sopra sono il prezzo da pagare per rimanere al passo nel 2020, sappi che un altro mondo è possibile. In questo mondo non corri sul tapis roulant in palestra, rispondendo a una email (apparentemente) urgente del tuo capo, ma ti concentri sull’attività fisica che stai svolgendo. Non rispondi a una telefonata o a un messaggio vocale, nel bel mezzo di un pranzo in famiglia, con i tuoi cari, ma ti godi il cibo che hai nel piatto, che qualcuno amorevolmente ha cucinato per te; ne assapori ogni boccone, distratto semmai dalle opinioni di uno dei tuoi commensali. Il fatto che siamo sempre connessi non significa che dobbiamo approfittare di una riunione in videoconferenza per andare in bagno, nel mezzo del pomeriggio lavorativo in smart working. Allo stesso modo una email che arriva fuori dall’orario canonico di ufficio si merita di essere letta la mattina seguente, a meno che non stai lavorando con qualche collega che si trova in un fuso orario in un altro continente.

Lavorare in quel tanto/poco tempo libero di cui disponiamo ci impedisce di rilassarci e di ricaricare le batterie della creatività. Il paradosso dell’autonomia è che la tecnologia ci permette di non andare più in ufficio e di stare più tempo a casa, con i nostri cari, modellando il tempo di lavoro intorno ad impegni personali e familiari, con un grosso limite: senza paletti finiamo per lavorare di più e non rilassarci mai veramente. Il risultato finale è che siamo più ansiosi, dormiamo male, e ci frustriamo perché non riusciamo mai a staccare. Cosa fare?

Consapevolezza e determinazione

L’unico modo per rimuovere queste trappole dal tuo percorso e tornare padrona del tuo tempo è acquisire consapevolezza e determinazione. Tutto il resto è tattica. Il primo passo è identificare le trappole, ovvero i momenti in cui vieni richiamata online a leggere, partecipare, rispondere. Molto probabilmente una larga maggioranza di queste interruzioni è evitabile. Perché la questione non è di alcuna urgenza, perché l’interlocutore può attendere o perché la distrazione arriva in un momento in cui stai svolgendo un’attività che non deve essere interrotta per sua natura (meditazione, sonno, sesso, un pasto, una conversazione importante faccia a faccia). Acquisita questa consapevolezza, il passo successivo è avere la determinazione per far sì che queste interruzioni diminuiscano, fino ad azzerarsi. Come intervenire e con quali regole è secondario alla volontà di riconoscere che alcuni momenti della giornata e della settimana sono sacri e non possono essere violati.

Tutto questo è vivere intenzionalmente. Non lasciandosi trasportare dal flusso degli eventi, in cui altri decidono per noi cosa dobbiamo fare e quando dobbiamo farlo. Riprendi il controllo della tua vita. Difendi l’ora di relax, in cui hai deciso di meditare, leggere, fare una passeggiata, cucinare, prendere un caffè con un amico, vedere un film al cinema. In quest’ora non hai bisogno di controllare la posta elettronica, né di consultare Twitter, né di rispondere a un messaggio su WhatsApp. Mettere il telefono in modalità aereo o annullare temporaneamente ogni notifica in modalità notturna, ti permetterà di capire che il mondo continua a girare anche se ti assenti per un’ora. Il bello è che l’assenza di interruzioni ti farà vivere il tempo libero in un modo a cui non sei più abituata.

Non ti resta che provare.

Articolo ispirato da Time smart, libro di Ashley Whillans, pubblicato da Harvard Business Review Press.

Luca Conti

Luca Conti

Dal 2002 ho aperto il mio primo blog, Pandemia.info, che nel tempo mi ha reso noto, nella blogosfera italiana e anche fuori. Dal 2006 ho avviato una attività giornalistica da freelance, prima con Il Sole 24 Ore, poi con altre testate, tra cui Class, Il Secolo XIX, Starbene, Rainews 24. La mia attività principale è stata di consulenza e formazione, dal 2007 al 2019, come libero professionista nella consulenza sul marketing digitale e più precisamente in quello che si definisce social media marketing (usare i social network per marketing e comunicazione). Oggi, Febbraio 2019, non più. Ho deciso di allontanarmi dal mondo dei social media perché esprimono valori in cui non mi riconosco più.
shares