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Trovare il tempo per raccontarsi online

Ci sono giornate in cui tutto sembra possibile, il tempo vola e noi siamo produttivi. Altre volte lo scrivere una semplice mail può sembrare un muro insormontabile. Gli impegni si accumulano, le scadenze si avvicinano e alcune questioni importanti passano in secondo piano.

Spesso, tra le incombenze che lasciamo in un angolino, c’è il comunicare il nostro lavoro.

Immaginiamo un rappresentante, un negoziante, un consulente: tre operatori di settori differenti legati dalla comune esigenza di disporre di quella visibilità e reputazione necessaria per avere clienti e generare fatturato. La comunicazione è la chiave per raggiungere l’obiettivo. Più saranno bravi a coinvolgere, a raccontare del loro lavoro, più possibilità avranno di raggiungere l’obiettivo.

Ogni giorno, chi si relaziona con clienti o fornitori, senza accorgersi, produce contenuti spendibili anche in una strategia di comunicazione online. Se siete freelance, od anche imprenditori o manager, vi capita sovente di parlare con altri, faccia a faccia, al telefono o in videocall. Nel farlo usate argomenti, parole, metafore, storie, modulate la voce per dare tono ad alcuni concetti: mettete in campo tutto quanto di cui siete capaci per portare a destinazione i vostri messaggi. E siete bravi nel farlo.

Tanta abilità spesso svanisce una volta seduti davanti ad un monitor; l’idea di esprimere con la scrittura ciò che già raccontiamo in forma orale frena le nostre intenzioni, i concetti diventano vaghi, impersonali, imbevuti di forme retoriche asettiche. Non troviamo argomenti, parole.

Basterebbe poco, invece, un po’ di abitudine per trovare la stessa copiosità anche nel raccontarci online. Non credete?

“Sì, ma… non ho tempo”

Così diciamo a noi stessi per giustificarci: non ho il tempo necessario. Un mantra che accompagna la vita di professionisti, commercianti e di piccole o medie imprese. Un’espressione che suscita agitazione, un leggero senso di colpa e che indica la convinzione di essere imprigionati in un vortice da cui non possiamo liberarci.

Raccontarsi online è un’opportunità da cogliere e da non sottovalutare. È vero, comporta lavoro in più a cui dedicare energia, ma ti invito ad una riflessione sull’epoca in cui viviamo: grazie a Internet, i freelance e le attività più piccole hanno accesso a strumenti in gran parte gratuiti per raggiungere quegli obiettivi necessari per sostenersi: ampliare il pubblico, trovare la fiducia del consumatore e creare un rapporto diretto con i clienti.

Prima della rivoluzione digitale i mezzi di comunicazione avevano costi accessibili solo alle grandi realtà.

Il tempo è la moneta con cui cogliere l’opportunità che ci viene offerta.

Quanto tempo serve per raccontarsi online?

La domanda è lecita, e la risposta non è così scontata. Più tempo riuscirete a ricavare per creare e coltivare la vostra strategia di comunicazione online e maggiori risultati potrete ottenere, verrebbe da dire.

Il modo migliore è compiere un passo alla volta, fissare dei piccoli traguardi, facilmente raggiungibili.
Dedicate almeno venti minuti al giorno alla vostra comunicazione. Inserite quell’impegno nella vostra agenda, tra i “to do” della giornata. Pian piano diventerà un’abitudine a cui non vorrete più rinunciare. Un po’ come lavarsi i denti o struccarsi alla sera prima di andare a dormire.
Iniziare a gestire la propria comunicazione significa vedere i primi risultati, gioire per i primi traguardi raggiunti e stupirsi della risposta delle persone.

Avremmo più tempo se pensassimo secondo la teoria delle quattro P

Se il tempo ci manca è anche perché fatichiamo a dare agli impegni il giusto valore, ad organizzarli secondo un criterio di importanza e di urgenza. Diamo spazio alle richieste improvvise dei clienti, ad incombenze secondarie quando dovremmo difendere con i denti lo spazio alle questioni realmente fondamentali. E il comunicare la propria impresa è tra queste, così come già a metà del secolo scorso spiegava Jerome McCarthy, docente alla Michigan State University, con la cosiddetta teoria delle quattro P:

  • Product (il prodotto in tutte le sue parti e caratteristiche);
  • Price (il prezzo del prodotto ma anche il valore espresso e percepito);
  • Place (la distribuzione del prodotto nel mercato);
  • Promotion (la comunicazione e la promozione in generale).

Le quattro P sono pilastri: se ne trascuriamo uno, l’impresa imploderà.

Come ottimizzare la gestione del tempo

Non rimandare, "make it happen".

La gestione del tempo ha come obiettivi l’efficacia, l’efficienza e la produttività. È un ambito molto vasto e complesso. Ecco qualche spunto per iniziare a perfezionarsi:

  1. Pianifica le giornate. Che sia un’agenda cartacea o il calendario digitale lo strumento che utilizzerai, un modo efficace per migliorare la gestione del tempo è quello di programmare con anticipo gli impegni del giorno, della settimana e del mese.
  2. Stabilisci le priorità. Chiediti: tra le incombenze da affrontare, quali sono quelle davvero importanti?
  3. Non rimandare. È una tendenza in cui scivoliamo spesso. Rimandiamo per scarsa volontà, mancanza di idee, paura di fallire. Luca Conti, in questo articolo, suggerisce di fermarsi un attimo e rispondere a queste domande: perché non vogliamo agire? Cosa frena il nostro inconscio? Essere consapevoli di come funziona la nostra mente è già un passo nella direzione giusta.
  4. Impara a dire di no. Per non deludere il collega o il cliente, ci prendiamo in carico impegni improvvisi o altrui. Prova a pensare se questa situazione è frequente e quale emozione ti provoca. Un sano “Mi dispiace, non posso” ogni tanto salva la vita.
  5. Definisci azioni concrete. Uno degli errori più diffusi è pensare ad azioni troppo astratte, troppo lontane nel tempo, che rischiano di creare confusione nella nostra mente.
  6. Programma una pausa. Spesso la chiave di svolta è staccare, liberare la mente e distrarsi. Prendi qualche minuto per alzarti, fare due passi, mangiare qualcosa o chiacchierare con qualcuno.
  7. Per lavorare bene bisogna imparare a prendersi cura di se stessi e a saper ascoltare quando il corpo invia segnali.
  8. Sii flessibile. Può capitare che le cose non vadano come abbiamo programmato: un appuntamento rinviato, un ritardo, una scadenza anticipata. Una buona gestione del tempo dovrebbe includere anche i possibili imprevisti ed il tempo necessario per poterli risolvere.
  9. Individua le abitudini che fanno perdere tempo. Essere troppo perfezionisti, aprire molte pagine web, abbandonare continuamente il lavoro in corso per aiutare qualcuno. Ecco alcuni comportamenti da evitare.
  10. Impara, se puoi, a delegare. All’inizio sarà difficile fidarsi di qualcun altro. Non significa abbandonare a se stessa la persona, ma aiutarla a crescere e supportarla nella risoluzione di dubbi o difficoltà.
  11. Non giustificarti. Un suggerimento crudo, forse, ma importante da assimilare. Finché non deciderai che trovare il tempo per raccontarti online è un tassello fondamentale, continuerai a inventare scuse e a giustificare il perché, anche oggi, non sei riuscito a ritagliare i venti minuti di cui abbiamo parlato a inizio articolo.

Sapete che al termine di ogni secolo, le giornate si allungano di 1,7 millisecondi? Significa che ogni cento anni guadagniamo un po’ di tempo in più. Chissà se le persone che vivranno tra qualche secolo potranno finalmente disporre di tutto quel tempo che oggi pensiamo di non avere. O se saranno ancora lì a domandarsi: dove lo trovo il tempo per raccontarmi online?

Elisa Piemontesi e Fulvio Julita

Elisa Piemontesi e Fulvio Julita

Co-fondatori di PLUME, si occupano di strategie digitali e narrazione aziendale. Fulvio è ideatore di metodi formativi dedicati al raccontare online: il Metodo dei Cinque Vasi (tecnica di scrittura creativa) e il Metodo SIEPE (per la gestione del piano editoriale). Nel 2020 ha lanciato il podcast EROI. Elisa è una fotografa specializzata in visual storytelling: con Lorenzo Lucca, concepisce progetti di narrazione visiva pensati per il web e i social media. Come social media manager, è voce narrante dei social di Mirtillo Rosso, un albergo ai piedi del Monte Rosa diverso da tutti: il posto dov'è sempre Natale.
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