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Fotografare con lo smartphone: sfatiamo alcuni miti

Le immagini realizzate tramite smartphone vengono ancora viste come di seconda categoria, un ripiego non dignitoso per il racconto della propria attività online. Sai che in realtà questo tipo di fotografia può essere l’elemento chiave di uno storytelling sui social media?

In questo articolo cercherò di dare una risposta alle domande che più frequentemente vengono rivolte a me e a Lorenzo Lucca sull’argomento. Partendo proprio dai dubbi.

È opportuno ricorrere a foto realizzate con lo smartphone per raccontare la propria impresa sui social?

La risposta è sì, in alcuni casi. È importante capire che non è sempre possibile affidarsi a questo tipo di fotografia.

Siamo in un’epoca in cui è fondamentale avere fotografie per comunicare: non basteranno mai le immagini disponibili. Cerchiamo allora di capire quali immagini servono alle aziende o ai professionisti per raccontarsi e, di conseguenza, come realizzarle.

In una strategia di storytelling digitale, oltre a trovare il tono di voce, i valori da comunicare, gli argomenti su cui puntare e gli obiettivi da raggiungere, è importante pensare a come rendere continuativa la produzione di materiale fotografico, prendendo in considerazione un periodo ampio (per esempio un anno di pubblicazioni).

Io e Lorenzo sosteniamo che la fotografia per la presenza online sia strategica e deve essere trattata come tale. Va pianificata e realizzata con l’aiuto di professionisti. Solo in questo modo riusciremo a raccontare la nostra realtà, conquistare la fiducia delle persone ed essere davvero riconoscibili.

Allora quando possiamo affidarci allo smartphone? Sicuramente per documentare quei momenti in cui il fotografo non può essere presente, per aggiungere quel tocco di autenticità e per aggiornare il racconto con momenti che non è possibile pianificare in anticipo. Quando raccontiamo online la nostra attività imprenditoriale, abbiamo infatti la necessità di riportare episodi imprevisti della quotidianità, gli incontri con i clienti, i corsi di formazione, l’arrivo di un nuovo macchinario.

Come dicevo prima, le fotografie scattate con lo smartphone possono alimentare una linea di racconto, ma non possiamo pensare di realizzare in questo modo tutte le immagini necessarie per il visual storytelling, andando a soddisfare ogni esigenza della comunicazione. Il professionista può aiutarvi a creare un archivio fotografico essenziale, con tutti gli elementi chiave da cui attingere. L’esperienza e la professionalità nel ritrarre ambienti, prodotti o persone – soprattutto per esigenze specifiche di comunicazione – non si possono sostituire facilmente pur imparando ad utilizzare bene lo smartphone. Sarà difficile avvicinarsi ogni volta ad uno scatto realizzato da un professionista, avremo sempre qualche imperfezione, formale o tecnica.

Le mie foto sono imperfette

Imperfetto è proprio la parola chiave per questa strategia. Pensiamoci un attimo, i social media hanno da tempo cambiato la nostra cultura visiva. Siamo abituati a vedere migliaia di foto pubblicate da amici, parenti e colleghi. Sono immagini create spesso senza avere conoscenza dei principi fotografici e che quindi risultano imperfette, ma che riescono a raccontare qualcosa. Abituati all’imperfezione, ci focalizziamo sul messaggio contenuto nella fotografia, senza far troppo caso agli errori tecnici o di composizione.

Imperfetto non significa brutto o poco curato. Una foto bella, ma imperfetta, non stonerà se verrà usata in una narrazione online, nei canali giusti. Spesso, per ottenere un’immagine pubblicabile, è sufficiente qualche attenzione durante lo scatto e poi fare una veloce post produzione, direttamente sul telefono attraverso le app disponibili per smartphone.

3 consigli + 1 per migliorare le vostre fotografie

Dopo tutta questa teoria è bene concludere con un po’ di pratica. Con lo smartphone, ovviamente. Pronti per voi alcuni piccoli consigli da tenere a mente per poter migliorare da subito la qualità delle vostre foto:

  1. Pulite la lente. Può sembrare un consiglio banale, ma teniamo lo smartphone in borsa o in tasca e lo afferriamo continuamente per rispondere a messaggi, chiamate o per pubblicare sui social media. Controllare di avere l’obiettivo sempre pulito aiuta a ottenere una foto più nitida.
  2. Evitate luoghi con poca luce. Non dobbiamo scordare i limiti dello strumento, che migliorano costantemente, ma ancora non sono al pari di un dispositivo fotografico. Con poca luce il piccolo sensore di un telefono fatica: spostatevi in un punto più luminoso, in questo modo migliorerete radicalmente la qualità della foto.
  3. La regola dei terzi. Si tratta di una regola di composizione che permette di sapere dove posizionare nel campo dell’inquadratura il soggetto principale e, indirettamente, tenere più dritta e meglio composta la foto che state realizzando. In pratica dovete attivare sul vostro smartphone la griglia che divide in nove parti lo schermo e far cadere il soggetto in coincidenza con le sue intersezioni. Quelli sono i punti dove il nostro sguardo cade naturalmente, sono i punti di interesse e aiutano a creare una composizione più bilanciata. Provate a cercare e applicare questa regola, sarà più facile per le persone comprendere il messaggio dell’immagine.
Regola dei terzi, foto di Elisa Piemontesi e Fulvio Julita

Siete pronti all’ultimo consiglio?

Scattate tanto! Scattare molte immagini, cambiando angolazioni e punti di vista serve: approfittate del digitale per raccogliere decine di scatti, potrete scegliere di tenere e lavorare solo le immagini migliori. Tutto quello che non vi convince scartatelo subito.

Considerate lo smartphone come un alleato, un fedele amico pronto a correre in soccorso quando si presentano situazioni che non possono non essere raccontate!

Photo header by Taan Huyn

Photo by Elisa Piemontesi e Fulvio Julita

Elisa Piemontesi

Elisa Piemontesi

Co-fondatrice di PLUME, si occupa di strategie digitali, narrazione aziendale ed è una fotografa specializzata in visual storytelling: con Lorenzo Lucca, concepisce progetti di narrazione visiva pensati per il web e i social media. È la voce narrante dei social di Mirtillo Rosso, un albergo ai piedi del Monte Rosa diverso da tutti: il posto dov'è sempre Natale.