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5 libri per ripartire con più consapevolezza

Leggere è un’occasione per acquisire competenze, mettersi in discussione e confrontare il proprio punto di vista. Si può imparare dall’esperienza altrui, vedere il mondo con occhi diversi e vivere il lavoro quotidiano in modo nuovo. I 5 libri che vado a proporti hanno l’obiettivo di stimolarti a cambiare prospettiva, mettere in discussione le tue abitudini e cambiare in meglio, anche fosse soltanto per qualche piccolo aggiustamento. Cominciamo?

Più concentrazione: Deep work

Deep work di Cal Newport, ROI Edizioni

La capacità di lavorare concentrati non è, insomma, una competenza fuori moda che sta diventando irrilevante. È invece un’abilità fondamentale per chiunque cerchi di avanzare in un’economia dell’informazione competitiva su scala globale che ha la tendenza a masticare e sputare chi non si merita il proprio stipendio. A guadagnare davvero non sono le persone che utilizzano con facilità Facebook (un’abilità superficiale, facile da replicare), ma piuttosto chi riesce a costruire gli innovativi sistemi distribuiti che permettono al servizio di funzionare (un lavoro decisamente intenso e difficile da replicare).

Un libro essenziale per tutti i lavoratori della conoscenza. Utile a capire che ciò che fa la differenza nella carriera e nella vita è il tempo e l’energia che riesci a dedicare al lavoro intenso (deep work del titolo), il lavoro vero. Cal Newport offre motivazioni per perseguirlo e 4 regole per attuarlo. Spoiler: una di queste è limitare fortemente l’uso dei social media.

Sbagliando s’impara: L’arte di saper fallire

L’arte di saper fallire di Elizabeth Day, Neri Pozza

se eliminassimo tutto quello che non funziona, allo scopo di avvicinarci a ciò che invece va bene per noi? In determinati contesti, quindi, il fallimento non deve essere evitato. Deve essere attivamente perseguito.

Elizabeth Day distilla, dal suo podcast inglese con lo stesso titolo, sette insegnamenti che ha appreso sul fallimento. Leggerlo ti aiuterà a capire che non sei solo nell’affrontare il fallimento, anzi. Fallire è un modo per imparare. Non c’è da vergognarsene, c’è da trarne vantaggio per migliorare facendo.

Non è come sembra: Facebook: l’inchiesta finale

Facebook: L’inchiesta finale di Sheera Frenkel e Cecilia Kang, Einaudi

«Non ho mai visto Mark [Zuckerberg] leggere un libro né esprimere un interesse per la lettura», ha detto un amico, ricordando le tante maratone notturne di videogiochi in cui vaghe nozioni intorno a guerre e battaglie venivano usate come allegorie per il business. «Assorbiva le idee che erano nell’aria al momento, ma non gli importava da dove nascessero. E senza dubbio non era particolarmente interessato alla filosofia, il pensiero politico o l’economia. Se glielo chiedevi, rispondeva che era troppo impegnato a conquistare il mondo per leggere».

Fresco di stampa, questo libro racconta dall’interno gli ultimi 5-6 anni della storia di Facebook, con la reazione a tutti gli scandali più importanti. Dall’influenza dei russi sulle elezioni americani, alla mancanza di intervento sul genocidio in Birmania, alla diffusione dell’odio razziale negli USA (e non solo) alimentato dall’algoritmo.

Se usi Facebook per lavoro o per scopi personali, leggi questo libro e scopri il dietro le quinte dell’app di cui (pensi che) non puoi fare a meno. Valuta poi se è il caso di ridurre o di smettere.

Puoi esserlo anche tu: Big magic

Big magic di Elizabeth Gilbert, Rizzoli

Potete accogliere le vostre idee con rispetto e curiosità invece che con tormento e paura. Potete sgombrare la strada da qualsiasi ostacolo semplicemente pensando che tutto ciò che non fa bene a voi non fa bene neanche al vostro lavoro. Potete smettere di rimuginare e recuperare lucidità. Potete investire in relazioni più sane, per evitare di essere distratti da una catastrofe emotiva autoindotta. Potete persino osare compiacervi, ogni tanto, di ciò che avete creato. (E se un progetto non dovesse andare in porto, potrete sempre considerarlo un valido e costruttivo esperimento.) Potete resistere al fascino della gloria, del senso di colpa e dell’infamia. Potete sostenere gli altri nei loro sforzi creativi, riconoscendo che c’è spazio per tutti. Potete misurare il vostro valore con il metro della dedizione e non in base ai vostri successi o fallimenti. Potete combattere i vostri demoni (andate da un dottore, disintossicatevi, pregate, o imparate l’umiltà) invece di combattere i vostri doni – considerate, fra l’altro, che non sono mai i demoni a fare il lavoro. Potete convincervi che non siete schiavi dell’ispirazione, e non ne siete i padroni, ma che vi lega qualcosa di molto più interessante: voi due siete compagni, e state lavorando insieme a qualcosa di valido e intrigante. Potete vivere a lungo, continuando a fare cose davvero forti.

La creatività è per tutti. Non si nasce creativi, ma ci si diventa. In ogni caso non devi chiedere il permesso a nessuno per creare. Fallo per te e per te soltanto, anzi. Fallo e basta. Libera te e la tua creatività. Se avessi qualche timore, questo libro le spazzerà via definitivamente. Il tuo momento è ora.

Filosofia per vivere: Sette brevi lezioni sullo stoicismo

Sette brevi lezioni sullo stoicismo di John Sellars, Einaudi

Che si tratti di una relazione romantica, una specifica ambizione professionale, un possedimento materiale o l’aspetto fisico, se la nostra idea di benessere dipende da una cosa di questo genere, allora abbiamo effettivamente consegnato la nostra felicità ai capricci di qualcosa o di qualcun altro. Questa non è una bella posizione in cui trovarsi.

Che tu abbia confidenza o meno con lo stoicismo, poco importa. Questo libro snello vuole mostrarti come questa antica filosofia sia attuale anche nella società odierna e come possa insegnarci a vivere bene. Da leggere, meditare e soprattutto applicare nella quotidianità. Un punto di partenza o un buon memo per i fan di Seneca. La felicità è più a portata di mano di quanto tu possa credere.


Alcuni di questi libri, come Big magic e Deep work, sono stati letti e discussi dalla community de La Circle.

Photo header by Claudia Wolff.

Luca Conti

Luca Conti

Dal 2002 ho aperto il mio primo blog, Pandemia.info, che nel tempo mi ha reso noto, nella blogosfera italiana e anche fuori. Dal 2006 ho avviato una attività giornalistica da freelance, prima con Il Sole 24 Ore, poi con altre testate, tra cui Class, Il Secolo XIX, Starbene, Rainews 24. La mia attività principale è stata di consulenza e formazione, dal 2007 al 2019, come libero professionista nella consulenza sul marketing digitale e più precisamente in quello che si definisce social media marketing (usare i social network per marketing e comunicazione). Oggi, Febbraio 2019, non più. Ho deciso di allontanarmi dal mondo dei social media perché esprimono valori in cui non mi riconosco più.

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